La Nuova Sardegna

Olbia

Fuga dagli uffici della Assl più soldi negli altri enti

di Stefania Puorro
Fuga dagli uffici della Assl più soldi negli altri enti

Almeno una decina di amministrativi hanno già presentato domanda di mobilità Niente turnover dopo i pensionamenti: le scrivanie rischiano di restare vuote

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. È fuga dagli uffici della Assl di Olbia. Più di una decina gli amministrativi che hanno già presentato domanda di mobilità, altrettanti coloro che sono andati in pensione di recente (almeno uno al mese), in alcuni casi con la quota 100. Il rischio (e la paura), se si continua di questo passo e se l’azienda non corre ai ripari, è che anche i servizi amministrativi arrivino a interrompere l’attività. I pochi dipendenti rimasti e i tanti posti vacanti non ricoperti non sono un buon segno. Insomma, le emergenze si vivono nelle corsie degli ospedali (dove il personale è sottodimensionato, dove non si riesce nemmeno a operare e dove i servizi, o addirittura reparti interi, continuano a scomparire), adesso si sentono in modo pesante anche tra coloro che stanno dietro le scrivanie dell’azienda socio sanitaria locale.

Ma come mai questa fuga? Il motivo, non di poco conto, è principalmente legato ai soldi. Gli amministrativi se ne vogliono andare perché in altri enti guadagnano di più. Il più gettonato in assoluto è l’Aci (l’Automobil Club Italia), ma non sono da meno l’Inps, l’Inail e anche l’Aspal (Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro). «Il problema è serio», dice Alma Viola, storica amministrativa della Assl andata in pensione lo scorso novembre e vicina a concludere la sua carriera anche da sindacalista: è segretaria generale della Funzione Pubblica della Cisl. «Gli uffici si stanno svuotando - dice - e per quanto riguarda le persone andate in pensione, non c’è turnover. E poi ci sono coloro che hanno presentato domanda di mobilità e che non vanno di certo ostacolati o penalizzati. Anzi. Hanno tutto il diritto di scegliere un ente che garantisca un trattamento remunerativo migliore. Alla Assl, tanto per fare un esempio, un amministrativo laureato arriva a prendere 1.400 euro circa se ha parecchia esperienza alle spalle, negli enti scelti si possono guadagnare almeno 300 in più. E poi c’è anche la questione dei buoni pasto: alla Assl ammontano a circa 5 euro, contro i quasi 8 che si possono ottenere in altri uffici. Però, di fronte a questo, nulla sta accadendo e l’azienda non sta nemmeno attingendo alla graduatoria con 4000 persone, giovani soprattutto, ora a tempo determinato, che attendono un’assunzione. Ovviamente questa non è una situazione che coinvolge solo la Assl gallurese, ma il personale amministrativo di tutta l’azienda».

Sulla stessa linea Jessica Cardia, dallo scorso settembre segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil. Anche lei è una che vive quotidianamente l’emergenza sanitaria, visto che è infermiera al pronto soccorso del Paolo Merlo. «Il periodo che stiamo vivendo è storico e delicato - dice la Cardia -. Stiamo passando da un’azienda unica, l’Ats, allo scorporo della stessa con le otto Asl. Anche questa è una condizione che crea insicurezza e incertezza tra il personale e che sta portando pure gli amministrativi ad andarsene. Come accade da tempo nei reparti ospedalieri che continuano ad assistere al depauperamento dei servizi e alla continua diminuzione del personale, in egual misura la stessa situazione si vive negli uffici. Con gravi ripercussioni sull’operativa di tutti i servizi (come il Cup, tanto per fare un esempio). L’auspicio è che l’Ats cominci a dare segnali decisi di riassetto e riorganizzazione. Questo era l’impegno che aveva garantito. Staremo a vedere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative