il processo al circo martin
Animali maltrattati e denutriti il pm: «Condanna a sei mesi»
ARZACHENA. Il blitz della forestale e dei volontari della Lav (Lega anti vivisezione) era avvenuto nel 2014 ad Arzachena ed era stato il più grande sequestro di animali da circo eseguito in Italia:...
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ARZACHENA. Il blitz della forestale e dei volontari della Lav (Lega anti vivisezione) era avvenuto nel 2014 ad Arzachena ed era stato il più grande sequestro di animali da circo eseguito in Italia: una quindicina di animali, tra i quali un ippopotamo, un cammello, due dromedari, una leonessa, zebre e diversi cavalli, furono liberati da recinti e gabbie angustie e inadeguate e trasferiti in strutture in grado di garantire loro spazi idonei e cure, tra queste il Centro di recupero di fauna esotica di Semproniano (a Grosseto). Il circo Martin e i suoi rappresentanti Eusanio Martino e Adam Caroli erano finiti sotto accusa dopo le denunce della Lav e dal 2015 sono sotto processo nel tribunale di Tempio. La Procura li accusa di maltrattamenti di animali e di averli tenuti in condizioni incompatibili con la loro natura, provocandogli gravi sofferenze.
Il processo è arrivato alle battute finali.
Ieri il pubblico ministero Gianmarco Vargiu, a conclusione della sua requisitoria ha chiesto una condanna a sei mesi di reclusione per ciascuno degli imputati. L’avvocato Cinzia Tirozzi in rappresentanza della Lav ha chiesto il risarcimento dei danni: 75mila euro, con 25mila euro di provvisionale. La Lega antivivisezione in seguito al sequestro degli animali aveva chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Tempio di poterli acquisire e dal 2018 la Lav è diventata la proprietaria. L’udienza è stata aggiornata al 27 gennaio per le arringhe difensive. I due imputati sono difesi dagli avvocati Benedetto Valerio e Michele Ciampi.
Nella sua requisitoria il pubblico ministero ha ripercorso il fitto capo d’imputazione dove si evidenziano le condizioni di inadeguatezza in cui venivano tenuti gli animali, costretti a stare soli, in spazi ristretti, su un terreno asfaltato, spesso in assenza di ombra. Le consulenze tecniche sia della Procura che della parte civile – come rimarcato ieri mattina in aula – hanno accertato casi di denutrizione e depressione, di grave sofferenza, oltre che lesioni dovute a fatiche e lavori insopportabili per le loro caratteristiche. (t.s.)
Il processo è arrivato alle battute finali.
Ieri il pubblico ministero Gianmarco Vargiu, a conclusione della sua requisitoria ha chiesto una condanna a sei mesi di reclusione per ciascuno degli imputati. L’avvocato Cinzia Tirozzi in rappresentanza della Lav ha chiesto il risarcimento dei danni: 75mila euro, con 25mila euro di provvisionale. La Lega antivivisezione in seguito al sequestro degli animali aveva chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Tempio di poterli acquisire e dal 2018 la Lav è diventata la proprietaria. L’udienza è stata aggiornata al 27 gennaio per le arringhe difensive. I due imputati sono difesi dagli avvocati Benedetto Valerio e Michele Ciampi.
Nella sua requisitoria il pubblico ministero ha ripercorso il fitto capo d’imputazione dove si evidenziano le condizioni di inadeguatezza in cui venivano tenuti gli animali, costretti a stare soli, in spazi ristretti, su un terreno asfaltato, spesso in assenza di ombra. Le consulenze tecniche sia della Procura che della parte civile – come rimarcato ieri mattina in aula – hanno accertato casi di denutrizione e depressione, di grave sofferenza, oltre che lesioni dovute a fatiche e lavori insopportabili per le loro caratteristiche. (t.s.)
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