La Nuova Sardegna

Olbia

Fratelli d’Italia a un bivio il partito è spaccato in due

di Dario Budroni
Fratelli d’Italia a un bivio il partito è spaccato in due

L’esperienza di Liberi e l’ingresso di Sanciu infiammano il dibattito interno Il deputato Deidda: «Non possiamo stare con Pd e M5S. No al logo in Consiglio»

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La questione olbiese spacca in due il partito. Fratelli d’Italia continua a navigare in acque piuttosto agitate: in città i militanti sono divisi e a livello regionale piovono critiche e contestazioni. All’origine di tutto c’è la scelta di una fetta di iscritti, guidati dal coordinatore provinciale Gigi Carbini, di entrare a far parte della Grande coalizione che ha sostenuto la candidatura a sindaco di Augusto Navone, insieme a Pd e M5s. Una mossa che ha scatenato non poche polemiche già in passato e di cui si è parlato, anche duramente, nell’ultima assemblea regionale degli iscritti, che si è riunita sabato a Tramatza. Ad agitare ulteriormente le acque sono stati poi i recenti ingressi nel partito. A cominciare da quello di Fedele Sanciu, l’ex senatore di Fi e Pdl che, insieme a Carbini, ha lavorato in chiave anti nizziana per dar vita alla lista civica Liberi, all’interno della Grande coalizione.

Il deputato. Uno dei più critici nei confronti dell’operazione di Olbia è per esempio Salvatore Deidda, deputato cagliaritano. «Bisogna fare una scelta di campo – dice –. Chi aderisce a Fratelli d’Italia non può stare insieme al Pd e al M5S. Da parte del nazionale, infatti, non è mai arrivato il via libera all’utilizzo del logo». Poi un commento sui nuovi ingressi, come quelli di Fedele Sanciu e Marco Piro, ex consigliere comunale e candidato alle ultime amministrative sempre con Liberi. «Chiunque è il benvenuto – continua Deidda –. Ma ripeto: noi siamo incompatibili con il Pd e il M5S. In parlamento siamo l’unica forza di opposizione». Dopo gli ultimi movimenti, gli occhi sono adesso puntati sul gruppo di Liberi, all’opposizione in Consiglio. Ora è composto da Eugenio Carbini, fratello di Gigi e tesserato di Fdi, Paola Tournier e Davide Bacciu, che per il momento non ha deciso se aderire al partito. E se Augusto Navone, dichiarato incompatibile, dovrà abbandonare il Consiglio, al suo posto entrerà Diego Sanciu, nipote di Fedele e anche lui fresco di tessera Fdi. Ci potrebbero dunque essere tutte le condizioni per la formazione di un gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, anche se per il momento ancora non se n’è parlato. «Il simbolo in Consiglio? Innanzitutto serve decidere da che parte stare. Non dico che bisogna entrare in maggioranza, ma non si può certo rimanere col centrosinistra – prosegue Deidda, che tende poi la mano verso chi ha preso un’altra strada –. In ogni caso, le elezioni sono passate e adesso bisogna ripartire e tornare a lavorare nel territorio».

L’ex coordinatore. Anche Giovanni Maggio, ex coordinatore cittadino e anche lui uno dei più critici nei confronti dell’esperienza di Liberi, ribadisce la posizione condivisa pure da altri iscritti: «Quella di Olbia è stata una cosa innaturale. Confido in Deidda affinché il caso olbiese venga portato all’attenzione di Roma». Poi una battuta sui nuovi ingressi. «Non do nessun giudizio di tipo personale, ma solo politico – sottolinea –. Piro è un vecchio amico. Non conosco Sanciu, ma più che di una campagna acquisti da parte del partito penso che si tratti più di una scalata da parte sua».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative