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Olbia

San Simplicio, missione in Venezuela

San Simplicio, missione in Venezuela

L’associazione della parrocchia prende vita. Don Tamponi presto a Caracas

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OLBIA. Biglietto per Caracas: non per cambiare vita, come nei libri o nei film d’avventura, ma per aiutarne di altre. L’associazione “Santi Simplicio e Vittore”, fondata dalla parrocchia di San Simplicio, ha preso ufficialmente vita e comincerà a breve la nuova attività missionaria in Venezuela in aiuto a migliaia di persone indigenti.

San Simplicio nel mondo. «Credo che ormai sia giunto il momento che la basilica si apra anche alla missione, ai più bisognosi. Tutte le grandi città della Sardegna hanno una missione, il nostro Protovescovo merita un segno missionario col suo nome nel mondo», queste le parole con cui il parroco di San Simplicio, don Antonio Tamponi, ha annunciato sui social l’istituzione dell’associazione.

Sorpresa di Natale. Interpellato a proposito, il parroco spiega che è stata scelta «la diocesi di San Cristobal, che in realtà è in una zona periferica di Caracas. In quelle realtà attualmente la povertà raggiunge il 95% della popolazione, un professore guadagna lo stipendio di un dollaro, che è il costo di un pacco di riso». Don Tamponi rigetta subito l’utilizzo di superlativi e personalismi. Si tratta di un’iniziativa corale, che coinvolge tutti gli associati della parrocchia «ed è fatta nel segno di San Simplicio, è bello che ci sia un punto nel mondo che porta il suo nome e cerca di dare aiuto a tante persone».

Dopo Natale. Attualmente l’azione missionaria non prevede una raccolta fondi e questo grazie a offerte già ricevute («abbiamo già conservato nel tempo delle donazioni, questa comunicazione attuale non chiede denaro a nessuno» aveva scritto infatti su Facebook). Il primo viaggio è dietro l’angolo, sarà proprio don Tamponi ad attraversare l’Atlantico, qualche ora dopo aver celebrato la messa di Natale. «Sì, il 26 dicembre. Sarà un viaggio perlustrativo e di incontro con monsignor Moronta, il vescovo del luogo. Capiremo in che modo possiamo dare il nostro supporto. Intendiamo farlo non solo attraverso il cibo ma anche con cure e assistenza pratica». Una volta di ritorno, è previsto un resoconto con gli associati e da lì si capirà come agire. (p.a.)

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