Oscar Farinetti visita la Gallura che piace «È l’isola dei tesori»
di Marco Bittau
Faccia a faccia con l’imprenditore fondatore di Eataly Le tappe alla Cantina di Monti e all’Oleificio di Berchidda
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SAN PANTALEO. C’è tanta Sardegna nel Farinetti-pensiero. Soprattutto tanta ammirazione per l’ospitalità innata, per l’identità profonda e per il carattere intraprendente degli isolani, tutte caratteristiche che proprio in Gallura trovano le loro espressioni migliori. Almeno nel campo del turismo e della capacità di fare impresa dal nulla o quasi. Il famoso imprenditore piemontese – fondatore di Unieuro e di Eately (47 punti vendita nel mondo) – nei giorni scorsi ha fatto tappa al country club Li Neuli, tra San Pantaleo e Arzachena, per presentare la sua biografia “Never quiet”, ospite dell’agenzia C&D Formazione manageriale di Fabio Columbano. Non solo, Oscar Farinetti, generosissimo e davvero “mai tranquillo”, si è trattenuto in Gallura anche il tempo necessario per visitare alcune aziende di eccellenza come l’Oleificio Gallura di Berchidda, la Cantina sociale del vermentino di Monti e il ristorante Maman Ludì ancora a Berchidda. Con alcune di queste aziende sono state gettate le basi per sviluppare progetti e interessi comuni. Insomma, tutto si può fare, che poi sarebbe il credo che da sempre sostiene la parabola umana e imprenditoriale dello stesso Farinetti.
C’è tanta Sardegna nei suoi discorsi perché il patrimonio enorme di biodiversità dell’isola è davvero una ricchezza enorme da valorizzare, dall’enogastronomia alla storia, dalla cultura alla tradizione. «Viaggiando in auto da Cagliari a Olbia – racconta l’imprenditore 67enne di Alba, nelle Langhe – abbiamo incontrato chissà quanti insediamenti nuragici. Dovrebbero essere tutti ben tenuti, segnalati sulla strada e visitabili da migliaia di turisti che nell’isola oggi vengono per andare al mare. Sempre lungo lo stesso percorso, da Cagliari a Olbia, potevamo fermarci in trenta posti mangiando sempre cose diverse, oppure la stessa cosa però cucinata in tanti modi differenti. Un patrimonio straordinario che deve per forza di cose generare ricchezza».
All’osservazione che ad agosto l’isola è stata letteralmente travolta da un’ondata di turisti che ha messo a dura prova la tenuta dei servizi, Oscar Farinetti ha risposto lapidario: «Lasciateli venire e godeteveli. Certo, il flusso di visitatori nell’isola deve essere sotto controllo altrimenti si rischia di compromettere l’offerta di un turismo sostenibile che deve essere sempre l’orizzonte della Sardegna. «L’importante – aggiunge – è fare le cose seguendo la propria strada e non piangersi addosso, nascondendosi dietro il solito campionario di difficoltà che, in realtà, sono solo un alibi per restare immobili. La mia storia personale insegna che per far nascere un’impresa, a Roma come a New York, si devono affrontare e risolvere dei problemi, che non possono essere mai la giustificazione per rinunciare a priori ai nostri sogni».
“Never quiet”, allora. Mai tranquillo. Perché Farinetti dalla sua serena e felice inquietudine trae l’argento vivo che mette in moto le sue imprese. «Percorriamo la nostra strada per realizzare i progetti che vogliamo – conclude con un largo sorriso – ma alle spalle non dobbiamo mai perdere di vista chi siamo e da dove veniamo. La nostra storia, la nostra cultura, la nostra identità. I sardi lo sanno bene».
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
C’è tanta Sardegna nei suoi discorsi perché il patrimonio enorme di biodiversità dell’isola è davvero una ricchezza enorme da valorizzare, dall’enogastronomia alla storia, dalla cultura alla tradizione. «Viaggiando in auto da Cagliari a Olbia – racconta l’imprenditore 67enne di Alba, nelle Langhe – abbiamo incontrato chissà quanti insediamenti nuragici. Dovrebbero essere tutti ben tenuti, segnalati sulla strada e visitabili da migliaia di turisti che nell’isola oggi vengono per andare al mare. Sempre lungo lo stesso percorso, da Cagliari a Olbia, potevamo fermarci in trenta posti mangiando sempre cose diverse, oppure la stessa cosa però cucinata in tanti modi differenti. Un patrimonio straordinario che deve per forza di cose generare ricchezza».
All’osservazione che ad agosto l’isola è stata letteralmente travolta da un’ondata di turisti che ha messo a dura prova la tenuta dei servizi, Oscar Farinetti ha risposto lapidario: «Lasciateli venire e godeteveli. Certo, il flusso di visitatori nell’isola deve essere sotto controllo altrimenti si rischia di compromettere l’offerta di un turismo sostenibile che deve essere sempre l’orizzonte della Sardegna. «L’importante – aggiunge – è fare le cose seguendo la propria strada e non piangersi addosso, nascondendosi dietro il solito campionario di difficoltà che, in realtà, sono solo un alibi per restare immobili. La mia storia personale insegna che per far nascere un’impresa, a Roma come a New York, si devono affrontare e risolvere dei problemi, che non possono essere mai la giustificazione per rinunciare a priori ai nostri sogni».
“Never quiet”, allora. Mai tranquillo. Perché Farinetti dalla sua serena e felice inquietudine trae l’argento vivo che mette in moto le sue imprese. «Percorriamo la nostra strada per realizzare i progetti che vogliamo – conclude con un largo sorriso – ma alle spalle non dobbiamo mai perdere di vista chi siamo e da dove veniamo. La nostra storia, la nostra cultura, la nostra identità. I sardi lo sanno bene».
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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