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Olbia

Una famiglia tra dolore e beffa

Una famiglia tra dolore e beffa

Cannigione, 2 nonni morti in 10 giorni (uno col Covid), 3 contagiati e una figlia vittima del caos-sanità

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CANNIGIONE. Una famiglia di Cannigione colpita dal virus, il dolore immenso per la perdita di due nonni, uno dei quali col Covid, e la beffa finale che ha coinvolto la figlia dell’anziana coppia, che si trovava in quarantena.

Questa storia, tanto triste quanto assurda, ha avuto l’epilogo sabato scorso quando Maria (nome di fantasia), che si trovava in solamento fiduciario, ha cominciato ad avvertire dolori a un braccio. Costretta ancora a stare sola in casa (in quella dei genitori, scomparsi nel giro di dieci giorni) ha chiamato il 118 ed è stata trasferita in ambulanza a Sassari. Sottoposta a tutti i controlli (la donna deve tenere sotto controllo il cuore) è stato accertato che non c’era alcun problema. «Ero comunque in un’area Covid e sono stata sottoposta a due tamponi, prima e dopo la visita, risultati negativi. Poi mi è stato detto che ero libera di andare e che la Assl di Olbia mi avrebbe fatto avere il green pass. Però la situazione mi spaventava. D’altra parte ero stata in bagno due volte, avevo gli stessi vestiti con i quali ero arrivata in ospedale e che sarebbero potuti essere veicolo di contagio visto che, in ospedale, mi sono trovata a poca distanza da persone di una certa età non vaccinate. Non mi avrebbero riportato a casa in ambulanza (se l’avessi voluta avrei dovuto pagare 200 euro) e ho aspettato tutta la notte in corridoio per poter prendere il treno l’indomani mattina. Mi sono cambiata con i pochi indumenti che avevo nella borsa e mi sono diretta alla stazione. Di domenica il treno era quasi deserto e ho trovato un vagone libero, in cui sistemarmi. Una volta a casa, però, sono stata chiamata dalla Assl di Olbia e la persona con cui ho parlato mi ha fatto sapere che a Sassari non avrebbero potuto farmi tornare a casa da sola e che in ogni caso avrei dovuto fare un altro tampone. Poi invece sono stata nuovamente contattata dall’azienda di Sassari che ha cambiato in parte versione: “Confermiamo che lei non deve stare più in isolamento ma il green pass glielo forniamo noi”. Insomma, una confusione totale. Che si aggiunge alle tante sofferenze di questo periodo. Ho perso mio padre il 18 novembre che, già malato, è stato poi colpito dal Covid, e poi mia madre, il 28 novembre, per un male incurabile».

Doppia tragedia. Il padre di Maria era un pescatore di Cannigione, conosciuto da tutti, e un’altra figlia ne aveva denunciato il ricovero tardivo. Portato al pronto soccorso e poi rimandato a casa era peggiorato ulteriormente e solo dopo l’intervento del sindaco di Arzachena era stato trasferito nel reparto di malattie infettive, a Sassari, dove il 18 novembre il suo cuore si è fermato. Sua moglie, che si trovava sempre ricoverata a Sassari per un tumore, si è spenta dieci giorni dopo.

I giovani eroi. «In questa dolorosa vicenda, ci sono i miei figli, due giovani eroi. Nel momento in cui il Covid ha colpito quasi tutta la nostra famiglia, si sono occupati dei loro nonni - dice ancora Maria -. Quando io e mia sorella stavamo a Sassari per assistere nostra madre, i miei ragazzi si occupavano del nonno. Lo accudivano, stavano sempre al suo fianco, gli davano le medicine. Poi quando il nonno è stato colpito dal Covid e altri familiari sono stati contagiati, i miei figli (risultati sempre negativi) si sono spostati a Sassari e sono stati vicino alla nonna sino all’ultimo giorno della sua vita». Uno di loro aveva anche preso una stanza in affitto per rimanere con lei più ore al giorno. E proprio lui, su Facebook, ha ricordato con parole toccanti i suoi nonnini. «Mio nonno era la persona più simpatica del mondo, ci faceva divertire, era unico. Così come era unica e speciale mia nonna, una bontà infinita, un vero angelo. Si dice che la perfezione non esista, ma non è così. Mia nonna era perfetta». (s.p.)

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