seconda giornata della rassegna letteraria
A “Qui c’è aria di cultura” si parla di virus e malaffari
di Giuseppe Pulina
TEMPIO . Il ruolo insostituibile del libro, strumento per abbattere le nuove forme di autoreferenzialità, le difficoltà e le qualità dell'editoria sarda: su questi punti Simonetta Castia, presidente...
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TEMPIO . Il ruolo insostituibile del libro, strumento per abbattere le nuove forme di autoreferenzialità, le difficoltà e le qualità dell'editoria sarda: su questi punti Simonetta Castia, presidente Aes (Associazione editori sardi), e Monica Liguori, assessore comunale alla Cultura, hanno incentrato gli interventi con i quali hanno aperto la terza edizione di "Qui c'è aria di cultura". Inaugurata ieri e subito entrata nel vivo, la rassegna dell'editoria sarda proseguirà oggi con un ricco programma di incontri con gli autori. Si parlerà di virus e malaffari con l'ultimo libro di Pier Giorgio Pinna (Mediando), ma la seconda giornata di "Qui c'è aria di cultura" sarà dedicata soprattutto agli alberi. Saranno quattro gli autori e i libri ospiti della giornata che sarà coordinata da Francesco Giorgioni e che inizierà (ore 17, Spazio Faber) con la presentazione di "Virus & Censure" di Pinna, un instant book che aspira a fare luce sulla gestione comunicativa della pandemia. Dopo il virus, gli alberi che popolano la Sardegna, con un focus sul tema che coinvolgerà Ignazio Camarda ed Enrico Spanu. Entrambi presenteranno il loro ultimo libro: Camarda, “Grandi alberi e foreste vetuste della Sardegna”, pubblicato da Delfino; Spanu, “Alberi di Sardegna”, libro che si avvale di una prefazione di Peter Gabriel. Chiuderà il programma odierno la presentazione di “Terra muda”, volume di Decimo Lucio Todde e Bruno Piccinnu pubblicato dall’olbiese Taphros. Una storia sarda che racconta di viaggi senza fine in scenari naturali resi unici e inconfondibili dalla presenza dei nuraghi e dai maestosi alberi secolari che resistono ai venti potenti che soffiano dal mare. Una storia millenaria raccolta in un quadro narrativo del presente che ha nella musica dei "Cordas et Cannas" la sua ideale colonna sonora. La prospettiva è quella di un viaggio, spaziale e mentale, che si lascia ispirare da una canzone della storica band olbiese. In alto, nel cielo, visibile e irraggiungibile, un falco con le ali distese verso l'orizzonte.
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