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Olbia

Spopolano i piatti della confraternita della trippa

Spopolano i piatti della confraternita della trippa

In zona industriale il raduno degli amanti della tradizionale pietanza. Ai fornelli i cuochi galluresi

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OLBIA. Le pentole fumanti sprigionano il profumo della trippa ben cotta e abilmente condita. I tavoli, con la classica tovaglia a quadri da osteria, si riempiono quasi all’istante. Verso le 13 dalle cucine escono i primi vassoi. È il momento della festa, del pranzo conviviale pensato per celebrare un piatto tradizionale che, in un modo o nell’altro, viene cucinato un po’ in tutta Europa, Sardegna compresa. In cabina di regia ci sono alcuni dei migliori cuochi della Gallura, che hanno addirittura deciso di fondare quella che è stata ribattezzata confraternita della trippa, al momento in via di definizione. Un appuntamento che in città si ripete ormai da alcuni anni e che, dopo lo stop del 2020 per via della pandemia, ieri è tornato a riunire decine di persone, tutte munite di green pass e sistemate su tavoli distanziati. «Siamo semplicemente degli amanti della trippa – spiega Piero Cancedda, uno dei cuochi ai fornelli –. Siamo circa una ventina, almeno per quanto riguarda il gruppo più affiatato. Siamo tutti cuochi e siamo accomunati dall’obiettivo di non far scomparire una tradizione. Tra una decina anni, altrimenti, questi piatti verranno dimenticati». Il pranzo conviviale è stato organizzato in zona industriale, tra le mura di un ristorante che non è stato ancora inaugurato. Non si paga nulla. Al massimo un’offerta. Tra bicchieri di vino, forme di formaggio e salsicce portate direttamente da casa, i cuochi distribuiscono chili di trippa cucinata con le patate oppure con i fagioli. «La trippa si cucina in tutta Italia – continua Piero Cancedda, che come tanti altri colleghi fa parte dell’Associazione cuochi di Gallura –. Faccio questo mestiere da tanti anni e l’ho sempre cucinata. In questa occasione ne abbiamo preparato 70 chili. E trovare la trippa realmente buona non è poi così facile. C’è per esempio quella precotta, noi invece vogliamo esclusivamente quella da cucinare». Il pranzo è di quelli che durano ore. Al microfono e alla chitarra c’è il cantante e musicista Tore Nieddu, che interpreta i grandi classici della musica italiana e pure diversi brani della tradizione isolana e anche olbiese e gallurese, come per esempio S’Indattaraiu di Tony De Rosas e Ajò ajò di Pino d’Olbia. Presente al pranzo anche il sindaco Settimo Nizzi, che ha partecipato alla premiazione di uno dei cuochi presenti al pranzo: Luigi Nicolai, che ha da poco fatto il suo ingresso nel Collegium Cocorum della Federazione italiana cuochi. Seduti a tavola anche i rappresentati di un’altra confraternita: quella del Nebiolo di Luras, guidata dal presidente Lucio Depperu e dal vice Gian Giuseppe Cabras. Un gemellaggio, quello tra le confraternite della trippa e del Nebiolo, avviato già due anni fa e rafforzato ieri davanti ai piatti sapientemente cucinati dai cuochi galluresi uniti dalla passione per la trippa. Dopo il successo di ieri, i confratelli si sono già dati appuntamento al prossimo anno. (d.b.)

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