I lavoratori al Governo: «Un disastro, fermateli»
di Marco Bittau
Oggi il vertice interministeriale decisivo per prorogare la cassa integrazione Marco Bardini (Anpav) accusa: «Siamo stati lasciati soli, figli di un dio minore»
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OLBIA. L’incontro era nell’aria, ma la convocazione ufficiale è arrivata solo ieri mattina: il ministero del Lavoro, d’intesa con quelli allo Sviluppo economico e alle Infrastrutture, incontrerà questa mattina, alle 10, in videoconferenza, le organizzazioni sindacali, le Regioni Sardegna e Lombardia e quel che resta di Air Italy. All’ordine del giorno la situazione occupazionale dell’azienda in liquidazione. Per usare una metafora calcistica, significa che oggi cominciano i tempi supplementari di una partita che si chiuderà definitivamente il 31 dicembre, alla scadenza della cassa integrazione dei 1.322 lavoratori che stanno per ricevere la lettera di licenziamento.
Oggi si parlerà (anzi, si comincerà a parlare) di ammortizzatori sociali in scadenza, perché la liquidazione dell’azienda è cosa fatta e anche la procedura negoziata di licenziamento collettivo si è chiusa (negativamente) la scorsa settimana. La proroga della cassa integrazione è fondamentale per aprire finalmente un tavolo di crisi generale del trasporto aereo dove anche i lavoratori Air Italy possono trovare pari dignità dei colleghi Alitalia e uguali opportunità di reinserimento nel mercato del lavoro.
Questa mattina a Roma, davanti alla sede del Mise, in via Molise, è previsto anche un presidio dei lavoratori per tutta la durata dell’incontro. È stata, invece, annullata la convocazione dei sindacati da parte della seconda commissione del consiglio regionale. Lo stesso giorno e alla stessa ora dell’incontro interministeriale. Una beffa dopo mesi di silenzio da parte della Regione.
«Quella al ministero del Lavoro è l’ultima partita tra sindacati e azienda, a procedura di licenziamento collettivo già conclusa e con le lettere di licenziamento “congelate”, per grazia ricevuta, da parte dei commissari liquidatori– è il commento amaro di Marco Bardini, segretario regionale del sindacato Anpav –. Una specie di ultimo gesto di pietà per i condannati che saranno licenziati esattamente la notte di Capodanno. Siamo quindi ai tempi supplementari di una partita che non ha mai visto scendere in campo i giocatori che avrebbero potuto realmente cambiare le sorti di quello che potrebbe essere il più grande licenziamento di massa mai avvenuto in Sardegna e che rappresenta anche la principale vertenza italiana in corso. Nonostante le enormi dimensioni di questo disastro industriale nessun ministro si è mai neanche affacciato ai tavoli negoziali, sempre gestiti da funzionari ministeriali sprovvisti di qualsiasi reale potere. Il presidente Solinas, rappresentante della regione col più alto tasso di disoccupazione d’Europa e con la più alta domanda di trasporto aereo, al di la di qualche annuncio privo di seguito, non si è mai realmente occupato della vertenza e altrettanto dicasi dell’altro grande assente. Il presidente della Regione Lombardia». «L’esito dell’incontro decisivo – aggiunge Bardini – sarà scontato se continueranno a rimanere vuote le sedie dei tre ministri e quelle dei presidenti delle regioni. Sinora i lavoratori Air Italy sono stati abbandonati al proprio destino da disoccupati, mentre la proprietà straniera di Air Italy, Qatar Airways e Akfed di Karim Aga Khan, è a un passo dal completare il più grande licenziamento di massa della Sardegna e uno dei più grandi del Paese. La politica dell’ultimo minuto tenterà ora di mettere una pezza per i lavoratori Air Italy? O sono questi figli di un dio minore, rispetto a quelli di Alitalia che, giustamente, sono stati dotati delle necessarie tutele?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Oggi si parlerà (anzi, si comincerà a parlare) di ammortizzatori sociali in scadenza, perché la liquidazione dell’azienda è cosa fatta e anche la procedura negoziata di licenziamento collettivo si è chiusa (negativamente) la scorsa settimana. La proroga della cassa integrazione è fondamentale per aprire finalmente un tavolo di crisi generale del trasporto aereo dove anche i lavoratori Air Italy possono trovare pari dignità dei colleghi Alitalia e uguali opportunità di reinserimento nel mercato del lavoro.
Questa mattina a Roma, davanti alla sede del Mise, in via Molise, è previsto anche un presidio dei lavoratori per tutta la durata dell’incontro. È stata, invece, annullata la convocazione dei sindacati da parte della seconda commissione del consiglio regionale. Lo stesso giorno e alla stessa ora dell’incontro interministeriale. Una beffa dopo mesi di silenzio da parte della Regione.
«Quella al ministero del Lavoro è l’ultima partita tra sindacati e azienda, a procedura di licenziamento collettivo già conclusa e con le lettere di licenziamento “congelate”, per grazia ricevuta, da parte dei commissari liquidatori– è il commento amaro di Marco Bardini, segretario regionale del sindacato Anpav –. Una specie di ultimo gesto di pietà per i condannati che saranno licenziati esattamente la notte di Capodanno. Siamo quindi ai tempi supplementari di una partita che non ha mai visto scendere in campo i giocatori che avrebbero potuto realmente cambiare le sorti di quello che potrebbe essere il più grande licenziamento di massa mai avvenuto in Sardegna e che rappresenta anche la principale vertenza italiana in corso. Nonostante le enormi dimensioni di questo disastro industriale nessun ministro si è mai neanche affacciato ai tavoli negoziali, sempre gestiti da funzionari ministeriali sprovvisti di qualsiasi reale potere. Il presidente Solinas, rappresentante della regione col più alto tasso di disoccupazione d’Europa e con la più alta domanda di trasporto aereo, al di la di qualche annuncio privo di seguito, non si è mai realmente occupato della vertenza e altrettanto dicasi dell’altro grande assente. Il presidente della Regione Lombardia». «L’esito dell’incontro decisivo – aggiunge Bardini – sarà scontato se continueranno a rimanere vuote le sedie dei tre ministri e quelle dei presidenti delle regioni. Sinora i lavoratori Air Italy sono stati abbandonati al proprio destino da disoccupati, mentre la proprietà straniera di Air Italy, Qatar Airways e Akfed di Karim Aga Khan, è a un passo dal completare il più grande licenziamento di massa della Sardegna e uno dei più grandi del Paese. La politica dell’ultimo minuto tenterà ora di mettere una pezza per i lavoratori Air Italy? O sono questi figli di un dio minore, rispetto a quelli di Alitalia che, giustamente, sono stati dotati delle necessarie tutele?».
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