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Il Consiglio vota a maggioranza: Augusto Navone è decaduto
OLBIA. Una seduta carica di tensione e poi l’epilogo, scontato: la delibera numero 277 è stata approvata dal consiglio comunale con 16 voti a favore e 10 contrari. Si è chiusa così la breve...
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OLBIA. Una seduta carica di tensione e poi l’epilogo, scontato: la delibera numero 277 è stata approvata dal consiglio comunale con 16 voti a favore e 10 contrari. Si è chiusa così la breve esperienza da consigliere di Augusto Navone. Ieri pomeriggio l’assemblea ha preso atto delle ragioni di incompatibilità e ha approvato (a maggioranza) la sua decadenza. Se Navone vorrà, la partita ora si giocherà sul campo giudiziario, a colpi carta bollata.
Veementi, dolorosi, profondamente indignati gli interventi dai banchi dell’opposizione. Assente Navone, è stata Ivana Russu a tracciare la linea: «È una pagina triste della vita di questa città che sta perdendo quella sensibilità politica e democratica che attiene alle regole non scritte. Parlo dei principi democratici che permettono sempre alla minoranza e al suo leader di partecipare alla vita amministrativa della città. Non c’entrano niente le norme, i ricorsi e le presunte incompatibilità, si parla del valore dei principi democratici. Evidentemente, abbiamo ancora tanto da imparare». Di democrazia morta ha parlato anche Rino Piccinnu, che ha puntato l’indice contro i cittadini autori del ricorso «e contro i mandanti che hanno armato la loro penna». «Mandanti – ha aggiunto Piccinnu – che hanno agito nascosti dietro un muretto a secco per eliminare il capo dell’opposizione». Per Teresa Piccinnu del Movimento 5 stelle «muore anche la politica, non solo la democrazia. Non basta più aver vinto le elezioni, bisogna anche abbattere il nemico. Un modus che non ci appartiene». Gianluca Corda, infine, si è rivolto ai consiglieri della maggioranza: «Da parte vostra neppure un intervento di solidarietà umana».
Per la maggioranza ha parlato Maria Antonietta Cossu. «In questa vicenda pesano l’elemento umano e il nostro compito di far rispettare le regole. La democrazia si pratica e si garantisce proprio con il rispetto delle regole».
I lavori del consiglio comunale riprenderanno venerdì e il presidente Marzio Altana ha già aggiunto all’ordine del giorno la surroga del consigliere Navone, al suo posto Diego Sanciu. (m.b.)
Veementi, dolorosi, profondamente indignati gli interventi dai banchi dell’opposizione. Assente Navone, è stata Ivana Russu a tracciare la linea: «È una pagina triste della vita di questa città che sta perdendo quella sensibilità politica e democratica che attiene alle regole non scritte. Parlo dei principi democratici che permettono sempre alla minoranza e al suo leader di partecipare alla vita amministrativa della città. Non c’entrano niente le norme, i ricorsi e le presunte incompatibilità, si parla del valore dei principi democratici. Evidentemente, abbiamo ancora tanto da imparare». Di democrazia morta ha parlato anche Rino Piccinnu, che ha puntato l’indice contro i cittadini autori del ricorso «e contro i mandanti che hanno armato la loro penna». «Mandanti – ha aggiunto Piccinnu – che hanno agito nascosti dietro un muretto a secco per eliminare il capo dell’opposizione». Per Teresa Piccinnu del Movimento 5 stelle «muore anche la politica, non solo la democrazia. Non basta più aver vinto le elezioni, bisogna anche abbattere il nemico. Un modus che non ci appartiene». Gianluca Corda, infine, si è rivolto ai consiglieri della maggioranza: «Da parte vostra neppure un intervento di solidarietà umana».
Per la maggioranza ha parlato Maria Antonietta Cossu. «In questa vicenda pesano l’elemento umano e il nostro compito di far rispettare le regole. La democrazia si pratica e si garantisce proprio con il rispetto delle regole».
I lavori del consiglio comunale riprenderanno venerdì e il presidente Marzio Altana ha già aggiunto all’ordine del giorno la surroga del consigliere Navone, al suo posto Diego Sanciu. (m.b.)
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