La Nuova Sardegna

Olbia

Truffa alla Glm, al via il processo

di Tiziana Simula
Truffa alla Glm, al via il processo

Tre ex dipendenti della concessionaria auto di Olbia sono imputati per un “buco” di 375mila euro

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OLBIA. L’ammanco accertato dalla Procura è di 375mila euro. A tanto ammonta la somma complessiva che sarebbe stata trattenuta dagli incassi delle vendite negli anni 2017, 2018 e 2019 dai tre dipendenti della concessionaria auto Glm di Olbia di Luciano Mele e del figlio Giuseppe (amministratore delegato della Glm spa).

Ieri il giudice Camilla Tesi ha aperto il processo a carico dei tre olbiesi: Davide Russu, responsabile delle vendite auto, Ivan Iavarone, addetto alle vendite e Raffaella Calamusa, impiegata amministrativa con mansioni di immatricolazione e verifica cassa. I tre imputati devono difendersi dall’accusa di truffa aggravata. Per la Procura avrebbero messo in piedi, in concorso tra loro, una serie di raggiri di natura contabile, intascandosi somme che trattenevano dalle vendite delle macchine. Nell’udienza di ieri il legale rappresentante della Glm, Luciano Mele si è costituito parte civile con l’avvocato Ivano Iai contro Davide Russu, difeso dall’avvocato Marco Petitta, e Ivan Iavarone, assistito dall’avvocato Antonello Desini. Non si è invece costituito parte civile contro la terza imputata, difesa dall’avvocato Emanuela Provenzano, in quanto sta provvedendo a restituire le somme.

L’inchiesta condotta dalla guardia di finanza di Olbia era scattata in seguito ad una denuncia presentata in Procura dai proprietari della concessionaria di via degli Arrotini che avevano rilevato pesanti ammanchi nelle casse dell’azienda. Secondo le accuse del pubblico ministero, i tre dipendenti avrebbero trattenuto dagli incassi delle vendite negli anni 2017, 2018, e 2019 una somma complessiva pari a 375mila e 743 euro, costituita da 14mila 500 euro per la vendita dell’usato, oltre 160mila euro per la vendita del “nuovo”, e 74mila euro inerenti agli ammanchi di cassa. Ciò attraverso una serie di raggiri di natura contabile e “comportamenti infedeli”, come vengono definiti nel capo d’imputazione: stando alla ricostruzione delle fiamme gialle, avrebbero omesso di annotare nel registro prima nota cassa le somme effettivamente ricevute dai clienti che acquistavano le auto scrivendo invece cifre inferiori, avrebbero sopravalutato gli usati e sottostimato il valore del nuovo, comunicato alla sede centrale di Sassari della Glm come destinate alla rottamazione auto che invece venivano rivendute a privati, senza annotare il ricavato della vendita. E ancora, tenuto la contabilità aziendale in modo irregolare con cifre scritte in modo illeggibile o sbagliate, piene di cancellature e sbianchettature.

Il processo proseguirà a febbraio. Il procedimento penale sarà trattato da un altro giudice.

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