Dirigente a processo per peculato
di Tiziana Simula
Sotto accusa un funzionario della Provincia Olbia-Tempio, denunciato da alcuni dipendenti dell’ente
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OLBIA. Avrebbe dichiarato in due delibere l’avvenuta esecuzione di due progetti – rete off e spazio web – da parte di un gruppo di dipendenti a tempo indeterminato della provincia di Olbia Tempio ai quali avrebbe anche riconosciuto un premio di produttività per il 2012 pari a 192mila euro, ma, stando alle accuse, a occuparsene, in realtà, non sarebbero stati loro bensì altri lavoratori a tempo determinato. Giorgio Sanna, dirigente della Provincia di Olbia Tempio è ora sotto processo con le accuse di falso, reato ormai in prescrizione, e peculato. Avendo la disponibilità materiale delle somme per la retribuzione dei due progetti, se ne sarebbe appropriato liquidando la somma ai dipendenti a tempo indeterminato anziché ai reali esecutori dei progetti. Questa la ricostruzione dei fatti da parte della Procura, accuse respinte dall’imputato, difeso dall’avvocato Franco Sechi.
La vicenda risale al luglio del 2013. A far scattare l’inchiesta era stata la denuncia querela presentata dai lavoratori a tempo determinato, quattro quelli che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Viviana Sannia del foro di Nuoro. Quando si sono resi conto che nelle delibere c’erano dei nomi che non corrispondevano ai loro, hanno deciso di denunciare il fatto ai carabinieri.
Sarà ora il processo che si sta celebrando davanti al collegio presieduto dal giudice Caterina Interlandi a fare chiarezza su quanto accaduto e sulle accuse dei querelanti.
Ieri due dei lavoratori che avevano presentato la denuncia sono stati sentiti come testimoni. «Mi sono occupato del progetto spazio web – ha spiegato in aula uno dei testimoni, riferendo quali fossero le sue mansioni e di aver lavorato insieme ad altre persone «che non sono però quelle indicate nelle delibere», ha precisato. «Perché abbiamo deciso di presentare la denuncia anziché intentare una causa di lavoro? Non è solo per una questione economica, ma per una questione di trasparenza», ha aggiunto rispondendo alla domanda del giudice.
Il processo proseguirà il 23 febbraio con l’esame dell’imputato. Nei confronti di Giorgio Sanna è in corso anche un altro processo per fatti accaduti tra il novembre 2013 e febbraio 2014 (che vede come parti offese alcuni degli stessi lavoratori della vicenda precedente). Deve rispondere di interruzione di servizio pubblico. Stando alla tesi accusatoria, in qualità di dirigente del settore lavoro e formazione professionale della Provincia avrebbe impedito di svolgere le proprie mansioni a 22 lavoratori assunti dall’Agenzia regionale del lavoro in servizio presso la Provincia, interrompendo la regolare attività del Csl (Centro servizi per il lavoro).
La vicenda risale al luglio del 2013. A far scattare l’inchiesta era stata la denuncia querela presentata dai lavoratori a tempo determinato, quattro quelli che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Viviana Sannia del foro di Nuoro. Quando si sono resi conto che nelle delibere c’erano dei nomi che non corrispondevano ai loro, hanno deciso di denunciare il fatto ai carabinieri.
Sarà ora il processo che si sta celebrando davanti al collegio presieduto dal giudice Caterina Interlandi a fare chiarezza su quanto accaduto e sulle accuse dei querelanti.
Ieri due dei lavoratori che avevano presentato la denuncia sono stati sentiti come testimoni. «Mi sono occupato del progetto spazio web – ha spiegato in aula uno dei testimoni, riferendo quali fossero le sue mansioni e di aver lavorato insieme ad altre persone «che non sono però quelle indicate nelle delibere», ha precisato. «Perché abbiamo deciso di presentare la denuncia anziché intentare una causa di lavoro? Non è solo per una questione economica, ma per una questione di trasparenza», ha aggiunto rispondendo alla domanda del giudice.
Il processo proseguirà il 23 febbraio con l’esame dell’imputato. Nei confronti di Giorgio Sanna è in corso anche un altro processo per fatti accaduti tra il novembre 2013 e febbraio 2014 (che vede come parti offese alcuni degli stessi lavoratori della vicenda precedente). Deve rispondere di interruzione di servizio pubblico. Stando alla tesi accusatoria, in qualità di dirigente del settore lavoro e formazione professionale della Provincia avrebbe impedito di svolgere le proprie mansioni a 22 lavoratori assunti dall’Agenzia regionale del lavoro in servizio presso la Provincia, interrompendo la regolare attività del Csl (Centro servizi per il lavoro).
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