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Aggressione in cella a Nuchis, condannato un ergastolano

Aggressione in cella a Nuchis, condannato un ergastolano

TEMPIO. Un anno e sei mesi di reclusione. È la condanna inflitta dal gup del tribunale di Tempio Marco Contu a un ergastolano, Placido Tomasello, 67 anni, di Catania, accusato di aver ferito alla...

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TEMPIO. Un anno e sei mesi di reclusione. È la condanna inflitta dal gup del tribunale di Tempio Marco Contu a un ergastolano, Placido Tomasello, 67 anni, di Catania, accusato di aver ferito alla mano con un taglierino artigianale il suo compagno di cella, provocandogli una lesione al tendine. I fatti risalgono al gennaio 2018, teatro dell’aggressione il carcere di Nuchis.

Secondo la ricostruzione della Procura, Tomasello nel corso di una violenta colluttazione esplosa durante la notte col suo compagno di cella, Patrik Edosomwan, 61 anni, senegalese, si sarebbe scagliato contro di lui con un coltellino rudimentale costituito da uno spazzolino da denti con inserita una lama artigianale ricavata dal supporto metallico di un accendino. I due erano stati fermati e separati dalle guardie carcerarie richiamate dalle urla e dal chiasso che arrivava dalla cella: i detenuti avevano rotto un tavolino e si stavano colpendo con violenza con i pezzi di legno. Entrambi erano rimasti feriti alle mani. Ma successivamente il senegalese aveva querelato Tomasello accusandolo di averlo colpito col taglierino alla mano lesionandogli il tendine (aveva riportato una prognosi di 40 giorni cure). La ricostruzione è stata contestata dal difensore dell’ergastolano, l’avvocato Pierfranco Tirotto, che ha fatto leva sull’insussistenza delle aggravanti in merito all’uso di armi. Ha evidenziato che il taglierino, così come emerso dagli atti – l’imputato è stato giudicato con rito abbreviato – è stato trovato dopo la colluttazione in seguito a una perquisizione, nascosto in un rotolo di scottex. Per la difesa, insomma, non c’era la prova né che fosse di Tomasello, né che fosse stato utilizzato, perché le stesse guardie carcerarie intervenute nella cella avevano detto di aver tolto dalle mani dei detenuti parti del tavolo rotto con le quali si stavano colpendo. La tesi difensiva non è stata però accolta dal gup. Che ha condannato l’ergastolano con le aggravanti comprese. Il difensore presenterà appello. (t.s.)

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