La Nuova Sardegna

Olbia

Air Italy, pressing sul Governo

di Marco Bittau
Air Italy, pressing sul Governo

Sindacati in rivolta per l’emendamento sulla cassa integrazione bloccato dal vice ministro Castelli 

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OLBIA. Fine settimana caldo, caldissimo, sul fronte della vertenza Air Italy. Dopo la giornata tumultuosa e contraddittoria di mercoledì, sindacati, Regione e forze politiche forze politiche da ieri sono in pressing nei confronti di Laura Castelli, vice ministro dell’Economia e delle Finanze, in quota al Movimento 5 stelle. È lei che ha bloccato “per approfondimenti” l’emendamento salva Air Italy alla Legge di bilancio che dovrà essere votata il 21 dicembre. È un emendamento vitale per le sorti della vertenza Air Italy, perché inserisce nel testo di legge la norma che libera l’azienda dagli oneri della cassa integrazione. Senza quella prescrizione la partita è chiusa per sempre.

Intanto la marcia di protesta e di sensibilizzazione dei lavoratori non si ferma. Ieri a Roma, in occasione dello sciopero generale, un gruppo di “magliette bianche” con uno striscione enorme ha fatto sentire la sua voce proprio sotto il palco dove parlava il segretario della Cgil, Maurizio Landini. “Insieme per la giustizia” era il motto della giornata di sciopero e i lavoratori Air Italy hanno risposto all’appello.

In queste ore però tiene banco il caso dell’emendamento bloccato dal Mef. «Se il mancato accoglimento da parte del Mef dell'emendamento presentato a tutela dei lavoratori Air Italy fosse confermato sarebbe un atto gravissimo e vergognoso che condannerebbe i 1322 lavoratori al licenziamento – dicono le segreterie nazionali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl –. Il Governo si assuma le proprie responsabilità e metta in campo i finanziamenti necessari affinché a questi lavoratori venga assicurato un sostegno al reddito al pari di tutte le altre compagnie che oggi versano nelle medesime condizioni. «Metteremo in campo tutte le azioni necessarie affinché questi lavoratori e le loro famiglie non vengano abbandonati da questo Governo». «Siamo molto preoccupati per il rallentamento al Senato dell’emendamento alla Legge di bilancio che dovrebbe garantire ai lavoratori di Air Italy le stesse tutele di quelli dell’ex compagnia di bandiera – precisa Marco Bardini dell’Anpav – se tale emendamento non dovesse essere approvato, il Governo si assumerebbe tutta la responsabilità per i 1322 licenziamenti e contemporaneamente fornirebbe alla proprietà di Air Italy un alibi per essere scappata lasciando i lavoratori senza sostegni e privi della possibilità di ricollocazione nel trasporto aereo, oggi in forte ripresa».

A questo punto, la vertenza diventa una lotta contro il tempo. Il 31 dicembre scade la cassa integrazione, ma martedì si vota la Legge di bilancio, si spera emendata. Tra le due date c’è lo spazio per incontrare nuovamente i tre ministeri (Mise, Lavoro e Infrastrutture) che tutti insieme, anche con le Regioni Sardegna e Lombardia, dovrebbero fare quello che sinora non hanno fatto: mettere alle corde Air Italy.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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