Non abusò della figlia della compagna, assolto
L’uomo era stato denunciato dalla presunta vittima, allora ancora minorenne, sei anni dopo i fatti
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OLBIA. Era accusato di aver abusato sessualmente della figlia della sua convivente quando la bambina aveva dieci anni. Era stata la stessa vittima degli abusi a denunciare l’uomo quando erano già passati sei anni dagli episodi incriminati e lei era ormai diventata un’adolescente: era andata dai carabinieri di Olbia e aveva raccontato ciò che il compagno della madre l’avrebbe costretta a fare. Ma ieri l’uomo è stato assolto dal gup del tribunale di Tempio, Marco Contu. Accogliendo le richieste del suo difensore, l’avvocato Claudio Mastandrea, e dello stesso pubblico ministero che ha chiesto l’assoluzione, il giudice lo ha scagionato dalla pesantissima accusa. Non sarebbero emersi elementi di riscontro al racconto della giovane vittima e a influire sull’assoluzione sarebbero stati anche quei sei anni (troppi) trascorsi tra i presunti abusi e la denuncia della ragazza.
L’uomo è stato processato con rito abbreviato. La giovane, ora maggiorenne, era costituita parte civile con l’avvocato Monica Cazzari.
Dopo la sua denuncia, la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato con l’accusa di abusi sessuali. Stando alle contestazioni, l’uomo l’avrebbe toccata e costretta a un rapporto orale. Sentita nel corso dell’incidente probatorio, aveva ripercorso quei momenti e confermato le accuse.
L’imputato ha chiesto di essere esaminato. Al giudice ha riferito che la denuncia era stata presentata in concomitanza con la fine della convivenza tra lui e la madre, ipotizzando una sorta di manipolazione da parte della sua ex nella decisione di denunciarlo. Lui, dal canto suo, aveva reagito alle accuse di abusi sessuali denunciandola a sua volta per calunnia al tribunale dei minori.
Ieri l’assoluzione. (t.s.)
L’uomo è stato processato con rito abbreviato. La giovane, ora maggiorenne, era costituita parte civile con l’avvocato Monica Cazzari.
Dopo la sua denuncia, la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio dell’imputato con l’accusa di abusi sessuali. Stando alle contestazioni, l’uomo l’avrebbe toccata e costretta a un rapporto orale. Sentita nel corso dell’incidente probatorio, aveva ripercorso quei momenti e confermato le accuse.
L’imputato ha chiesto di essere esaminato. Al giudice ha riferito che la denuncia era stata presentata in concomitanza con la fine della convivenza tra lui e la madre, ipotizzando una sorta di manipolazione da parte della sua ex nella decisione di denunciarlo. Lui, dal canto suo, aveva reagito alle accuse di abusi sessuali denunciandola a sua volta per calunnia al tribunale dei minori.
Ieri l’assoluzione. (t.s.)
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