Reddito di cittadinanza denunciati 18 “furbetti”
Scoperti dai carabinieri di Tempio e Luogosanto, ci sono anche titolari di imprese False dichiarazioni per percepire il beneficio, danni erariali per 140mila euro
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TEMPIO. Ci sono anche titolari di imprese e diverse cosiddette “Partite Iva”, ovvero professionisti e titolari di attività private, tra le diciotto persone che percepivano il reddito di cittadinanza senza averne diritto e che sono state scoperte e denunciate dai carabinieri tra Tempio e Luogosanto. Tra loro anche stranieri, peraltro risultati presenti irregolarmente in Italia.
Secondo i calcoli fatti dai militari e dalla Procura di Tempio Pausania avrebbero percepito complessivamente in maniera fraudolenta poco meno di 140mila euro.
L’indagine è stata avviata dal procuratore Gregorio Capasso. Una verifica su vasta scala sulla regolarità delle posizione di coloro che in Gallura beneficiano della misura, che ha come obiettivo quello di supportare le persone e le famiglie più bisognose che versano in condizioni socio-economiche svantaggiate.
L’indagine è stata affidata al comando della compagnia dei carabinieri di Tempio Pausania che ha eseguito i controlli sotto il coordinamento del comando provinciale di Sassari. Le verifiche si sono svolte negli ultimi mesi del 2021 e, nel dettaglio, sono state eseguite dai carabinieri delle stazioni di Tempio e Luogosanto.
I militari, alla fine, hanno accertato un danno erariale di 139.774,34, scovando diciotto “furbetti” del reddito di cittadinanza che, stando alle accuse, avrebbero chiesto e ottenuto il sussidio senza averne diritto.
Tutte le diciotto persone accusate di aver percepito il reddito di cittadinanza senza avere i requisiti previsti dalla legge sono state deferite alla procura della Repubblica.
Tra coloro che, per accedere ai benefici, hanno dichiarato il falso sulla loro condizione economica figurano anche titolari di imprese in attività.
Dall'esame incrociato tra i dati documentali e delle risultanze acquisite nel corso di specifici servizi – spiegano i carabinieri – è stato possibile far emergere varie irregolarità nelle procedure di dichiarazione del possesso dei requisiti. In particolare, si legge in una nota, sono state rilevate e contestate la ricezione del reddito di cittadinanza pur in presenza di titolarità di imprese, inizio attività lavorativa, false dichiarazioni relative a residenze fittizie anche per nascondere altri conviventi percettori di reddito o lavoratori in nero.
L’indagine dei carabinieri ha fatto infine emergere anche la presenza irregolare sul territorio nazionale di cittadini stranieri. Oltre alla denuncia, nei confronti dei “furbetti” è stata avviata la procedura per la sospensione e la revoca del reddito di cittadinanza, come previsto dalla legge.
Secondo i calcoli fatti dai militari e dalla Procura di Tempio Pausania avrebbero percepito complessivamente in maniera fraudolenta poco meno di 140mila euro.
L’indagine è stata avviata dal procuratore Gregorio Capasso. Una verifica su vasta scala sulla regolarità delle posizione di coloro che in Gallura beneficiano della misura, che ha come obiettivo quello di supportare le persone e le famiglie più bisognose che versano in condizioni socio-economiche svantaggiate.
L’indagine è stata affidata al comando della compagnia dei carabinieri di Tempio Pausania che ha eseguito i controlli sotto il coordinamento del comando provinciale di Sassari. Le verifiche si sono svolte negli ultimi mesi del 2021 e, nel dettaglio, sono state eseguite dai carabinieri delle stazioni di Tempio e Luogosanto.
I militari, alla fine, hanno accertato un danno erariale di 139.774,34, scovando diciotto “furbetti” del reddito di cittadinanza che, stando alle accuse, avrebbero chiesto e ottenuto il sussidio senza averne diritto.
Tutte le diciotto persone accusate di aver percepito il reddito di cittadinanza senza avere i requisiti previsti dalla legge sono state deferite alla procura della Repubblica.
Tra coloro che, per accedere ai benefici, hanno dichiarato il falso sulla loro condizione economica figurano anche titolari di imprese in attività.
Dall'esame incrociato tra i dati documentali e delle risultanze acquisite nel corso di specifici servizi – spiegano i carabinieri – è stato possibile far emergere varie irregolarità nelle procedure di dichiarazione del possesso dei requisiti. In particolare, si legge in una nota, sono state rilevate e contestate la ricezione del reddito di cittadinanza pur in presenza di titolarità di imprese, inizio attività lavorativa, false dichiarazioni relative a residenze fittizie anche per nascondere altri conviventi percettori di reddito o lavoratori in nero.
L’indagine dei carabinieri ha fatto infine emergere anche la presenza irregolare sul territorio nazionale di cittadini stranieri. Oltre alla denuncia, nei confronti dei “furbetti” è stata avviata la procedura per la sospensione e la revoca del reddito di cittadinanza, come previsto dalla legge.
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