«Anche Medicina a rischio chiusura»
Ennesimo reparto al collasso per mancanza di personale. La Fsi Usae: «Servono rinforzi, così non si può andare avanti»
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OLBIA. Sanità: anche il Natale sarà in emergenza. Con un altro reparto, la Medicina di Olbia, «a rischio chiusura». La cronica mancanza di personale (medici, infermieri e Oss) continua a paralizzare l’attività di tutti i reparti e pure i servizi già ridotti - come è accaduto per l’emodinamica che ha dimezzato l’operatività - rischiano il collasso totale. Una situazione drammatica che si registra nei tre ospedali del territorio e che viene sollevata ancora una volta dalla Fsi Usae territoriale.
«Il “quadro clinico” è devastante. Sia al Giovanni Paolo II di Olbia che al Paolo Dettori di Tempio e al Paolo Merlo della Maddalena - dice il segretario Vito Langiu - si va avanti con enormi difficoltà e con le pochissime forze disponibili. Ma in questo momento a vivere l’emergenza più grave in assoluto è il reparto di Medicina dell’ospedale di Olbia. Se non arrivano altri infermieri al più presto, il reparto potrebbe arrivare a chiudere perché non potrà più essere in grado di assicurare l’assistenza necessaria. Solo due notti fa, per fare un esempio, un infermiere è rimasto in turno completamente solo (insieme col medico): doveva occuparsi di 56 pazienti ricoverati uno dei quali isolato perché colpito dal Covid e in attesa di trasferimento. E questo, come è facile immaginare, richiede un impegno aggiuntivo. Non solo. La maggior parte dei malati che vengono ospitati in Medicina - continua il rappresentante della Fsi Usae - sono allettati e hanno bisogno di essere seguiti e assistiti costantemente. Sia di giorno che di notte. E un unico infermiere non può essere certo in grado di farlo. Per trovare un aiuto momentaneo è stato chiesto un prestito al reparto di Cardiologia, ma è chiaro che non si può sempre tirare una coperta già corta. L’aspetto grave è che la criticità è diventata una costante dall’estate scorsa considerando le malattie, le maternità, i trasferimenti. Tutti gli operatori che in questi mesi sono mancati per varie ragioni, non sono mai stati sostituiti. Sappiamo anche che sarebbe stato sollecitato alla direzione della Assl un intervento urgente per il reclutamento delle risorse infermieristiche necessarie a garantire l’assistenza in sicurezza dei pazienti nelle unità operative dei tre ospedali e in particolare nel reparto di Medicina del Giovanni Paolo II. Ma nulla è ancora accaduto. Non si può però stare fermi - chiude Langiu - di fronte al silenzio totale sulle dotazioni organiche e sui Lea, i livelli essenziali di assistenza ridotti negli ultimi anni ai minimi storici». (s.p.)
«Il “quadro clinico” è devastante. Sia al Giovanni Paolo II di Olbia che al Paolo Dettori di Tempio e al Paolo Merlo della Maddalena - dice il segretario Vito Langiu - si va avanti con enormi difficoltà e con le pochissime forze disponibili. Ma in questo momento a vivere l’emergenza più grave in assoluto è il reparto di Medicina dell’ospedale di Olbia. Se non arrivano altri infermieri al più presto, il reparto potrebbe arrivare a chiudere perché non potrà più essere in grado di assicurare l’assistenza necessaria. Solo due notti fa, per fare un esempio, un infermiere è rimasto in turno completamente solo (insieme col medico): doveva occuparsi di 56 pazienti ricoverati uno dei quali isolato perché colpito dal Covid e in attesa di trasferimento. E questo, come è facile immaginare, richiede un impegno aggiuntivo. Non solo. La maggior parte dei malati che vengono ospitati in Medicina - continua il rappresentante della Fsi Usae - sono allettati e hanno bisogno di essere seguiti e assistiti costantemente. Sia di giorno che di notte. E un unico infermiere non può essere certo in grado di farlo. Per trovare un aiuto momentaneo è stato chiesto un prestito al reparto di Cardiologia, ma è chiaro che non si può sempre tirare una coperta già corta. L’aspetto grave è che la criticità è diventata una costante dall’estate scorsa considerando le malattie, le maternità, i trasferimenti. Tutti gli operatori che in questi mesi sono mancati per varie ragioni, non sono mai stati sostituiti. Sappiamo anche che sarebbe stato sollecitato alla direzione della Assl un intervento urgente per il reclutamento delle risorse infermieristiche necessarie a garantire l’assistenza in sicurezza dei pazienti nelle unità operative dei tre ospedali e in particolare nel reparto di Medicina del Giovanni Paolo II. Ma nulla è ancora accaduto. Non si può però stare fermi - chiude Langiu - di fronte al silenzio totale sulle dotazioni organiche e sui Lea, i livelli essenziali di assistenza ridotti negli ultimi anni ai minimi storici». (s.p.)
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