La Nuova Sardegna

Olbia

Ospedale di Tempio adesso è a rischio il pronto soccorso

Ospedale di Tempio adesso è a rischio il pronto soccorso

Quadro sempre più critico anche al Paolo Dettori Tre reparti ancora chiusi, operano soltanto gli ortopedici

2 MINUTI DI LETTURA





TEMPIO. Ospedale: nessun passo in avanti e tanti indietro. Così anche il “Paolo Dettori” di Tempio non riesce a rialzarsi dalla barella e la situazione si fa sempre più critica. Adesso persino il pronto soccorso è a rischio. Mancano medici e la specialista no vax che era stata sospesa non è mai stata sostituita. Per il resto, il quadro non è migliorato. Chirurgia e Ginecologia sono sempre chiusi e Otorinolaringoiatria, che non ricovera e non opera più, può soltanto garantire l’attività ambulatoriale. Gli unici due reparti in funzione, ma sempre in grande affanno, sono quelli di Medicina e Ortopedia e qui i ricoveri avvengono con il contagocce. Gli unici a entrare ancora in sala operatoria sono gli ortopedici, ma per loro è molto difficile programmare per tempo le sedute. E solo pochi giorni prima degli interventi, sanno se effettivamente potranno essere eseguiti.

Per oggi e mercoledì, sono in lista diverse fratture serie. In questo momento ci sono le condizioni per operare, ma basta che manchi un anestesista e salta tutto. Come più volte è capitato.

E a proposito di anestesisti, una delle più grandi note dolenti anche per gli ospedali galluresi, si continua a navigare a vista. Non si sa mai, insomma, che cosa potrà succedere. E’ sempre in atto la convenzione in base alla quale vengono inviati tre anestesiti da Nuoro tre volte la settimana in modo da coprire altrettanti turni notturni; e nello stesso, sempre in prestazione aggiuntiva, gli ortopedici di Tempio vanno al San Francesco (quando servono) per non far saltare le sedute operatorie urgenti.

Meno di dieci giorni fa sulla drammatica situazione dell’ospedale di Tempio erano intervenuti Roberto Li Gioi, consigliere regionale del M5S e Giorgio Chiarelli, della Cgil Medici.

Il primo aveva parlato di «un ospedale non più autosufficiente a causa dell’impoverimento della pianta organica» e sollevato il problema «di un unico cardiologo costretto a fare i salti mortali per poter garantire settimanalmente anche un turno notturno di Medicina e di un solo addetto nel laboratorio analisi». La Gioi che aveva annunciato una «possibile manifestazione di piazza», aveva poi detto di aver presentato una nuova interrogazione al presidente Solinas e all’assessore alla Sanità Nieddu per chiedere di risolvere (e in quale modo) le gravissime problematiche. Nello stesso tempo Giorgio Chiarelli aveva scritto una lettera anche a nome dei suoi colleghi per denunciare «le crescenti difficoltà a cui vengono sottoposti quotidianamente i medici del Paolo Dettori». Tra le righe pure una chiara e forte provocazione. «O si rilancia l’ospedale, oppure si chiude». (s.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative