Alluvione, rinviata a gennaio l’udienza in Corte d’appello
Doveva essere il giorno dedicato alla difesa. Ma un problema di salute molto grave ha impedito al geologo Alfonso Bellini (nella foto), autore della perizia sul ciclone Cleopatra su incarico della...
1 MINUTI DI LETTURA
Doveva essere il giorno dedicato alla difesa. Ma un problema di salute molto grave ha impedito al geologo Alfonso Bellini (nella foto), autore della perizia sul ciclone Cleopatra su incarico della Corte d’appello di Sassari, di raggiungere la Sardegna. Nell’udienza di ottobre aveva illustrato la perizia: circa 200 pagine nelle quali risponde a una serie di quesiti sull’origine e sull’evoluzione di quell’onda di piena assassina, come lui stesso l’ha definita, che il 18 novembre 2013 devastò la città provocando la morte di sei persone. Ieri era previsto il controesame delle difese.
La presidente della Corte, Plinia Azzena, ha rinviato l’udienza all’11 gennaio. In quell’occasione, alla luce delle condizioni di salute del perito, si deciderà come procedere. Alcuni difensori si sono detti contrari a tenere l’udienza da remoto.
La perizia scardina la sentenza di primo grado con cui sono stati mandati assolti dal tribunale di Tempio l’ex sindaco Gianni Giovannelli e altri tre imputati, il dirigente comunale Antonello Zanda, l’ex dirigente Gabriella Palermo e il funzionario Giuseppe Budroni, nella parte in cui affermava che si era trattato di un evento eccezionale e imprevedibile. Per il perito “il peccato originale” è non aver attivato il Piano di emergenza comunale «che – ha rimarcato
Bellini – seppur carente – avrebbe limitato danni e vittime». (t.s.)
La presidente della Corte, Plinia Azzena, ha rinviato l’udienza all’11 gennaio. In quell’occasione, alla luce delle condizioni di salute del perito, si deciderà come procedere. Alcuni difensori si sono detti contrari a tenere l’udienza da remoto.
La perizia scardina la sentenza di primo grado con cui sono stati mandati assolti dal tribunale di Tempio l’ex sindaco Gianni Giovannelli e altri tre imputati, il dirigente comunale Antonello Zanda, l’ex dirigente Gabriella Palermo e il funzionario Giuseppe Budroni, nella parte in cui affermava che si era trattato di un evento eccezionale e imprevedibile. Per il perito “il peccato originale” è non aver attivato il Piano di emergenza comunale «che – ha rimarcato
Bellini – seppur carente – avrebbe limitato danni e vittime». (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
