La Nuova Sardegna

Olbia

Rifiuti urbani, la De Vizia si defila

di Giandomenico Mele
Rifiuti urbani, la De Vizia si defila

Un anno di proroga per l’appalto in scadenza. Il gestore assente nel Piano economico e finanziario

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OLBIA. Proroga tecnica di un anno per il bando relativo al servizio di raccolta dei rifiuti urbani, uno degli appalti più importanti e onerosi della città, per un valore di circa 19 milioni di euro ogni anno. Per il Comune non è una grande notizia visto che i rapporti con la società De Vizia, l’attuale gestore del servizio, non sembrano proprio idilliaci. Un dato che emerge direttamente dall’ultima delibera del consiglio comunale che ha approvato il Piano economico e finanziario per gli anni 2022 - 2025 per l’applicazione della Tari, la tassa che i cittadini pagano annualmente per il servizio.

De Vizia assente. Il Comune di Olbia, come prescrive la norma, aveva chiesto al gestore, con due note a protocollo datate 5 e 28 novembre, la trasmissione del Piano economico finanziario (Pef) grezzo, per poter procedere alla predisposizione dell'intero servizio. il gestore aveva trasmesso il 2 novembre la documentazione di sua competenza predisposta in modalità “parzialmente non conforme” alle regole stabilite da Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente). Così il Comune ha proceduto per conto suo.

Il servizio non migliora. Un indizio potrebbe essere anche fornito da quanto lo stesso Comune scrive in solitaria nel Piano economico e finanziario approvato pochi giorni fa dal consiglio comunale. “Per gli anni 2022, 2023, 2024 e 2025 lo scenario di Olbia è quello ordinario, dove non si prevedono obiettivi di miglioramento della qualità del servizio e non si prevedono variazioni del perimetro gestionale”. Nessun miglioramento del servizio. Scritto nero su bianco. Una affermazione che implica il fatto che le tariffe Tari non possano aumentare considerevolmente, in ragione del mancato inserimento di nuovi servizi, perché in questo caso le entrate possono aumentare al massimo per il valore corrispondente alla differenza tra il tasso di inflazione programmata e il miglioramento della produttività fissato nello 0,2%: in quest’ultimo caso unicamente “a seguito del miglioramento del servizio soprattutto nella zona di raccolta di Porto Rotondo”. Per il coefficiente Covid, che tiene conto dei costi derivanti da eventi particolari, non si attua alcuna valorizzazione, non avendo inciso sui costi di continuità e mantenimento dei livelli di qualità del servizio a seguito dell’emergenza Covid.

La task force. Un segnale pesante di rapporti complicati e di una situazione di confusione nella programmazione del servizio, che non ha ancora recepito le indicazioni che il Comune aveva raccolto varando una specifica consulenza, con una task force che doveva individuare indirizzi per il miglioramento della raccolta dei rifiuti. Il Comune nell’aprile 2020 aveva prodotto un avviso esplorativo per manifestazione di interesse relativo al servizio di assistenza per la progettazione del servizio. L’appalto della De Vizia, 130 milioni di euro per 9 anni, stipulato nel 2013, andava in scadenza. Il Comune aveva deciso di formare una task force per predisporre il nuovo appalto, che si sarebbe dovuto assegnare dal 2022 al 2029. Ma che ora slitterà per il periodo 2023-2030. Sarebbero dovute essere diverse le novità del nuovo appalto, che confermava il modello porta a porta. La prima: la tariffazione puntuale, cioè il sistema di calcolo della Tari collegato alla reale produzione di rifiuti. Non più solo il metodo presuntivo e il criterio dei metri quadrati dell'immobile, ma anche quanti rifiuti sono prodotti e differenziati. Un’altra novità: la cosiddetta zonizzazione, cioè la divisione in zone che tiene conto delle attività commerciali e produttive di dimensioni rilevanti o con particolari esigenze. Ma anche del territorio interessato e della definizione delle modalità di raccolta: il tipo di contenitori e sacchetti da adottare, le frequenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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