«Gestione del Parco, Arzachena resti fuori»
Dopo le dichiarazioni di Ragnedda, la minoranza di La Maddalena attacca: «Manovra pericolosa»
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LA MADDALENA. Una manovra per entrare nella gestione del Parco, oltre che un pericoloso precedente. Prosegue il fitto botta e risposta tra i comuni di La Maddalena e Arzachena, con la disputa sulle isole minori a tener banco a tutti i livelli. Così, dopo le conferme della volontà espresse dal sindaco smeraldino Ragnedda di voler riperimetrare il territorio comunale, arriva la replica decisa dei consiglieri di minoranza maddalenini che, in una nota congiunta, ribadiscono l’assoluta contrarietà alla manovra e i timori legati ad un’eventuale approvazione della richiesta: «L’obiettivo del comune di Arzachena è entrare a far parte delle isole dell’arcipelago maddalenino, con conseguente ingresso nella gestione del Parco».
Il documento firmato da Alberto Mureddu, Annalisa Gulino, Manila Salvati, Rosanna Giudice e Giovanni Manconi evidenzia timori su eventuali favoritismi: «Ci preoccupa che il rapporto tra Regione e l’amministrazione di Arzachena, attraverso la vicinanza di qualche assessore, non rappresenti l'occasione per una ghiotta manovra, fatta con destrezza, al fine di privarci delle nostre isole dopo oltre vent’anni d’esistenza del Parco, con vincoli, limiti e costrizioni per il territorio maddalenino, dettati dalle norme stringenti». Norme che non hanno interessato, invece, il territorio di Arzachena: «Fattore che ha consentito una crescita straordinaria, soprattutto in termini di strutture a servizio del turismo. Ci sembra il comportamento di chi vuole entrare dalla finestra quando è uscito dalla porta».
A preoccupare ulteriormente i consiglieri è il timore che questa disputa possa provare un pericoloso precedente: «Se dovesse passare la linea percorsa dal sindaco Ragnedda, analoghe richieste potrebbero essere avanzate da tutti i comuni frontalieri: la Corsica potrebbe avanzare la pretesa su Razzoli, Santa Maria e Budelli, Spargi su Santa Teresa, Santo Stefano a Palau. Sembra di essere al mercato».
Un’ipotesi che dalle parti di piazza Garibaldi non si vuole prendere neanche in considerazione: «Non si può citare una richiesta, sparata ma di fatto errata emessa dall'assessorato regionale – dicono i consiglieri – Se bastasse portare atti amministrativi e carte dall'ufficio tecnico della Maddalena, per le isole minori, potremmo riempire una intera stanza». (c. i.)
Il documento firmato da Alberto Mureddu, Annalisa Gulino, Manila Salvati, Rosanna Giudice e Giovanni Manconi evidenzia timori su eventuali favoritismi: «Ci preoccupa che il rapporto tra Regione e l’amministrazione di Arzachena, attraverso la vicinanza di qualche assessore, non rappresenti l'occasione per una ghiotta manovra, fatta con destrezza, al fine di privarci delle nostre isole dopo oltre vent’anni d’esistenza del Parco, con vincoli, limiti e costrizioni per il territorio maddalenino, dettati dalle norme stringenti». Norme che non hanno interessato, invece, il territorio di Arzachena: «Fattore che ha consentito una crescita straordinaria, soprattutto in termini di strutture a servizio del turismo. Ci sembra il comportamento di chi vuole entrare dalla finestra quando è uscito dalla porta».
A preoccupare ulteriormente i consiglieri è il timore che questa disputa possa provare un pericoloso precedente: «Se dovesse passare la linea percorsa dal sindaco Ragnedda, analoghe richieste potrebbero essere avanzate da tutti i comuni frontalieri: la Corsica potrebbe avanzare la pretesa su Razzoli, Santa Maria e Budelli, Spargi su Santa Teresa, Santo Stefano a Palau. Sembra di essere al mercato».
Un’ipotesi che dalle parti di piazza Garibaldi non si vuole prendere neanche in considerazione: «Non si può citare una richiesta, sparata ma di fatto errata emessa dall'assessorato regionale – dicono i consiglieri – Se bastasse portare atti amministrativi e carte dall'ufficio tecnico della Maddalena, per le isole minori, potremmo riempire una intera stanza». (c. i.)
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