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Olbia

«Pazienti gravi dopo le 20? L’ospedale non li accetta»

di Giuseppe Pulina
«Pazienti gravi dopo le 20? L’ospedale non li accetta»

La mancanza di anestesisti al Paolo Dettori di Tempio si aggrava ulteriormente Giorgio Chiarelli (Cgil Medici): «È come se fosse un’omissione di soccorso»

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TEMPIO. Se in senso metaforico ci fosse ancora un tetto, quella che è caduta sulla testa del personale medico del “Paolo Dettori” potrebbe essere una delle ultime tegole. La situazione si fa sempre più complicata e non manca giorno che non si segnalino disservizi o problemi. Disservizi dovuti alle difficoltà del personale della struttura di assicurare prestazioni un tempo erogate come prassi ordinaria e diventate, invece, oggi non facili da assicurare. Come la cronica mancanza di anestesisti che condiziona l’attività dell’ospedale tempiese. Difficoltà note ai vertici della Sanità regionale e locale, come dimostra la raccomandazione indirizzata al personale medico del “Paolo Dettori” da parte del direttore medico della Assl Olbia, Elvira Solinas, di non accettare dalle 20 in poi pazienti con un quadro clinico di alta complessità. La lettera ha però avuto l'effetto di mandare su tutte le furie i medici dell’ospedale, del cui malessere si fa ancora una volta portavoce Giorgio Chiarelli, delegato della Cgil Medici. «Nonostante gli appelli – dichiara il sindacalista – lo spirito di sacrificio e il senso di responsabilità verso la popolazione dell’alta Gallura, dopo l’ultima soluzione inviata ai medici per la mancanza dell’anestesista nelle ore notturne, tutti i medici si sentono indignati e frustrati e chiedono le dimissioni dei vertici dell’Ats e dell’assessore alla Sanità».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è proprio la lettera che “raccomanda” di non prendere in carico casi di una certa gravità a partire dalle 20. «Di fatto, si consiglia l’omissione di soccorso con associate altre fantasie sull’aiuto programmato da parte del sistema 118 che puntualmente non avviene».

La frustrazione è altissima. «Ci si sente presi in giro perché puntualmente si verificano situazioni che mettono in pericolo la vita dei pazienti e i medici nelle condizioni di incorrere in pendenze giudiziarie». Eppure, per Chiarelli, ci sarebbe una proposta percorribile: «Spostare o trasferire i medici anestesisti presenti a Sassari e Cagliari in numero sproporzionato verso i territori in difficoltà organizzativa». Piovono, dunque, tegole su ciò che rimane dell’ospedale tempiese e a rischiare di venire colpiti sono un po’ tutti. I pazienti, innanzitutto, esposti all’insicurezza di un presidio ospedaliero che si regge sull'impegno di operatori che si sentono sempre più soli e impotenti. E così è per tutto il personale che opera nella struttura, costretto a sottostare a condizioni a dir poco incerte e difficili. Ma le tegole che cadono rischiano di intaccare anche l'immagine e la credibilità di chi ha promesso che le cose sarebbero cambiate e di chi, pur chiamato in causa, ha sinora preferito evitare risposte e scomodi confronti.

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