Scontro “panoramico” il caso della Maestosa finisce davanti al Tar
di Giandomenico Mele
La lite tra la ditta Lupetti (titolare della ruota) e l’AdSp In ballo c’è il canone 2021 non pagato per il suolo pubblico
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OLBIA. La ruota panoramica di Olbia non sembra girare per il verso giusto. Lo scontro tra i titolari della concessione demaniale per la “Maestosa”, la ditta individuale Kevin Lupetti e l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, in qualità di concessionaria, si è spostato davanti al Tar. Il tribunale amministrativo regionale ha concesso, infatti, la sospensiva dell’ordine di pagamento che l’AdSp aveva recapitato ai gestori della ruota panoramica di Olbia. Accogliendo l’istanza di misure cautelari monocratiche, il tribunale ha fissato la camera di consiglio per la trattazione collegiale a metà gennaio.
Lo scontro. La ditta Kevin Lupetti, dal nome del titolare dell’impresa che ha portato l’attrazione panoramica davanti al Museo Archeologico di Olbia, aveva presentato ricorso al Tar contro la Port Authority per l’annullamento, previa adozione delle opportune misure cautelari, della nota del 15 dicembre 2021, a firma del responsabile della Direzione valorizzazione del Patrimonio dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, avente ad oggetto la “Richiesta canone 2021, concessione demaniale marittima n. 29/2020 per la durata di 4 anni”. L’Autorità di sistema portuale, dunque, chiede alla Lupetti il pagamento di circa 100 mila euro per l'occupazione e l'uso di aree, per complessivi 1.159 metri quadri, per “posizionare una Ruota Panoramica, fronte Museo Archeologico”.
Riduzione causa Covid. Da parte sua la ditta titolare della concessione ha presentato una richiesta di riduzione/esonero del pagamento dei canoni di concessione per un periodo che va dal 9 marzo 2020 al 15 maggio 2021. Più di 12 mesi durante i quali si sono avuti gli effetti del Covid su incassi e attività. Una riduzione dei canoni concessori causa emergenza Covid-19 su cui si è aperta una battaglia giudiziaria. Sarà ora il collegio del Tar a dover decidere sulla richiesta, che in ogni caso getta un’ombra su una iniziativa privata che nel novembre del 2019 aveva visto il via libera da parte dell’AdSp per una concessione quadriennale. L’Autorità di sistema portuale aveva accettato la richiesta presentata dai proprietari della ruota, la ditta individuale Lupetti di Pistoia e, come prevede la legge, aveva affisso un avviso pubblico nella sede all’Isola Bianca. La Port Authority aveva poi assegnato l’area al miglior offerente sulla base del criterio del maggior rialzo sul canone di concessione, determinato dalla stessa AdSp. Un rialzo che, evidentemente, non poteva tener conto dell’impatto che il Covid di lì a pochi mesi avrebbe avuto sull’economia turistica della città. Anche la “Maestosa” ne ha evidentemente risentito, dopo essere arrivata in città nel luglio del 2019 a seguito di un lungo iter burocratico dovuto proprio alla presenza di un secondo progetto simile.
Da attrazione al caso Salmo. Diventata nel frattempo uno dei simboli turistici della città, la “Maestosa” è poi diventata suo malgrado protagonista della vicenda legata al concerto del rapper Salmo dell’estate scorsa, in piena pandemia. Il concerto di Salmo, organizzato a sorpresa lo scorso 13 agosto sotto la ruota panoramica, aveva sollevato un vero e proprio polverone. La Procura di Tempio, dopo aver aperto un'inchiesta, in un primo momento contro ignoti, aveva poi indagato il rapper Salmo e il proprietario della ruota per aver organizzato uno spettacolo davanti a 3500 persone “senza darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore".
Lo scontro. La ditta Kevin Lupetti, dal nome del titolare dell’impresa che ha portato l’attrazione panoramica davanti al Museo Archeologico di Olbia, aveva presentato ricorso al Tar contro la Port Authority per l’annullamento, previa adozione delle opportune misure cautelari, della nota del 15 dicembre 2021, a firma del responsabile della Direzione valorizzazione del Patrimonio dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, avente ad oggetto la “Richiesta canone 2021, concessione demaniale marittima n. 29/2020 per la durata di 4 anni”. L’Autorità di sistema portuale, dunque, chiede alla Lupetti il pagamento di circa 100 mila euro per l'occupazione e l'uso di aree, per complessivi 1.159 metri quadri, per “posizionare una Ruota Panoramica, fronte Museo Archeologico”.
Riduzione causa Covid. Da parte sua la ditta titolare della concessione ha presentato una richiesta di riduzione/esonero del pagamento dei canoni di concessione per un periodo che va dal 9 marzo 2020 al 15 maggio 2021. Più di 12 mesi durante i quali si sono avuti gli effetti del Covid su incassi e attività. Una riduzione dei canoni concessori causa emergenza Covid-19 su cui si è aperta una battaglia giudiziaria. Sarà ora il collegio del Tar a dover decidere sulla richiesta, che in ogni caso getta un’ombra su una iniziativa privata che nel novembre del 2019 aveva visto il via libera da parte dell’AdSp per una concessione quadriennale. L’Autorità di sistema portuale aveva accettato la richiesta presentata dai proprietari della ruota, la ditta individuale Lupetti di Pistoia e, come prevede la legge, aveva affisso un avviso pubblico nella sede all’Isola Bianca. La Port Authority aveva poi assegnato l’area al miglior offerente sulla base del criterio del maggior rialzo sul canone di concessione, determinato dalla stessa AdSp. Un rialzo che, evidentemente, non poteva tener conto dell’impatto che il Covid di lì a pochi mesi avrebbe avuto sull’economia turistica della città. Anche la “Maestosa” ne ha evidentemente risentito, dopo essere arrivata in città nel luglio del 2019 a seguito di un lungo iter burocratico dovuto proprio alla presenza di un secondo progetto simile.
Da attrazione al caso Salmo. Diventata nel frattempo uno dei simboli turistici della città, la “Maestosa” è poi diventata suo malgrado protagonista della vicenda legata al concerto del rapper Salmo dell’estate scorsa, in piena pandemia. Il concerto di Salmo, organizzato a sorpresa lo scorso 13 agosto sotto la ruota panoramica, aveva sollevato un vero e proprio polverone. La Procura di Tempio, dopo aver aperto un'inchiesta, in un primo momento contro ignoti, aveva poi indagato il rapper Salmo e il proprietario della ruota per aver organizzato uno spettacolo davanti a 3500 persone “senza darne avviso, almeno tre giorni prima, al Questore".
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