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Olbia

Villa Nizzi a Golfo Aranci c’è il permesso di costruire

di Tiziana Simula
Villa Nizzi a Golfo Aranci c’è il permesso di costruire

L’ufficio tecnico del Comune ha dato esecuzione alla sentenza di luglio del Tar  Ottenuta la sanatoria, ora l’istanza al tribunale per il rientro del sindaco a casa

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GOLFO ARANCI. Il Comune di Golfo Aranci ha rilasciato al sindaco Settimo Nizzi il permesso di costruire in sanatoria ottemperando così a quanto disposto dal Tar Sardegna nel luglio scorso. Il tribunale amministrativo, a cui avevano fatto ricorso i difensori del sindaco di Olbia, gli avvocati Leonardo Salvemini e Sergio Deiana, aveva detto che le irregolarità edilizie riscontrate dalla Procura di Tempio a villa Nizzi potevano essere sanate. E che, quindi, la procedura amministrativa di “conformità” avviata dal sindaco di Olbia e inizialmente negata dall’ufficio tecnico comunale di Golfo Aranci, era legittima. Nei giorni scorsi la svolta: l’ufficio tecnico comunale, dando esecuzione alla sentenza del Tar, ha rilasciato a Nizzi (che ovviamente ha pagato la somma dovuta per regolarizzare l’abuso), il permesso di costruire in sanatoria. Ora i suoi difensori presenteranno istanza al gip del tribunale di Tempio Caterina Interlandi affinché il sindaco e la sua famiglia possano rientrare nella villa di Torre Terrata Sottomonte, ancora sotto sequestro preventivo per abusi edilizi nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore di Tempio Gregorio Capasso.

Due mesi fa, il giudice aveva rigettato la richiesta di revoca dello sgombero presentata dagli avvocati. Non era stata accolta in quanto il Comune di Golfo Aranci non aveva ancora concluso il procedimento per il rilascio del permesso in sanatoria. Alla luce del provvedimento ottenuto, la difesa auspica ora una decisione positiva da parte del gip. Queste le ultime evoluzioni della vicenda sul fronte amministrativo.

Sul fronte penale resta in piedi il procedimento che vede Nizzi indagato per abusi edilizi insieme ad altre persone. La Procura contesta al sindaco, al titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori e al direttore dei lavori, di aver realizzato la villa di Terrata con la concessione edilizia scaduta, quindi, in assenza di permesso di costruire, di averlo fatto in una lottizzazione in cui vigeva il vincolo idrogeologico e di aver cambiato la destinazione d’uso del seminterrato trasformandolo in locale abitabile. Le opere abusive realizzate, stando sempre alle accuse della Procura, comportavano un aumento superiore al 30 per cento della volumetria della costruzione originaria.

Il sequestro preventivo della villa da parte della forestale era scattato nell’ottobre 2019. E da allora si combatte una guerra a colpi di ricorsi. Oltre due anni di incessante braccio di ferro tra Procura e difesa, con parecchi colpi di scena. Nel luglio scorso, Nizzi aveva lasciato la sua abitazione eseguendo il provvedimento di sgombero che era stato notificato a marzo dal Comune di Golfo Aranci su disposizione della Procura.

L’obiettivo della difesa è far rientrare il sindaco e la sua famiglia nella villa di Terrata. La partita si gioca ancora una volta davanti al gip del tribunale di Tempio. Ma questa volta con in mano il permesso di costruire in sanatoria.

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