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Olbia

«Ospedale altro inaccettabile taglio»

«Ospedale altro inaccettabile taglio»

Addis durissimo dopo l’interruzione della guardia notturna degli anestesisti

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TEMPIO. Mancano gli anestesisti e l’ospedale è sempre più vicino al suo collasso funzionale. Così, il sindaco di Tempio, scrive ai vertici di Ats e Regione perché si faccia qualcosa. I destinatari sono tanti (i vertici territoriali e regionali dell’Ats, il presidente della Regione e il suo assessore alla Sanità, oltre al commissario straordinario, Massimo Temussi), ma, pur essendo numerosi, non è detto che tutti, alla fine, diano risposta. Altre volte le accorate richieste del sindaco di Tempio, Gianni Addis, perché s’intervenisse sull’ospedale “Paolo Dettori” con provvedimenti straordinari e urgenti sono state palesemente disattese. Addis, però, non demorde, e di fronte all’ennesima mutilazione dei servizi dell’ospedale tempiese, ancora una volta prende carta e penna e scrive ai destinatari di tante missive rimaste senza riscontri. Lo fa per dichiarare il suo «assoluto dissenso verso il provvedimento di sospensione del servizio di guardia anestesiologica del Paolo Dettori dalle 20 alle 8 del mattino. Ennesima grave privazione - si legge nel documento - di servizi sanitari indispensabili che l’Azienda riserva a questa parte di popolazione, rimarcando la ormai chiara volontà di lasciare questo territorio senza assistenza sanitaria». Non sarà, certo, la prima lettera del sindaco di Tempio avente come oggetto la disastrosa situazione della sanità tempiese, ma è probabilmente quella più dura. Addis punta l’indice contro «l’incapacità ormai acclarata dell’Azienda e dei suoi vertici che con le loro decisioni hanno portato la condizione dell’ospedale a un livello di particolare drammaticità».

Le soluzioni prospettate si sarebbero rivelate «prive di buon senso, inadeguate e contrarie al diritto alla salute dei cittadini». L’effetto sarebbe «l’allarmante peggioramento dei servizi sanitari cittadini, compresi quelli della medicina territoriale».

Tra le soluzioni più infelici ci sarebbe quella di «dirottare i pazienti presso l’ospedale di Olbia o altri hub, non facendo altro che aggravare la situazione di queste strutture che, al pari del Dettori di Tempio, vivono una uguale condizione di difficoltà ed emergenza per le stesse carenze». Sempre che qualcuno lo abbia dimenticato, Addis fa anche presente che al presidio ospedaliero e al suo pronto soccorso fa capo un bacino di circa 60mila utenti. Tanti perché le loro richieste restino ancora una volta senza risposta. (g.pu.)

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