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Olbia

A San Simplicio in lacrime per l’addio a Davide Rossi

A San Simplicio in lacrime per l’addio a Davide Rossi

Grande folla nella basilica per l’ultimo saluto al giovane investito a Putzolu Il ricordo alla Camera del deputato sardo di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda

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OLBIA. Sul sagrato della basilica il silenzio è rotto dalla voce trasmessa da un piccolo amplificatore. È quella di Lucio Battisti, che canta «La collina dei ciliegi». Chi gli voleva bene ha scelto di salutarlo così, con la sua canzone preferita, poco prima dell’ultimo viaggio verso il cimitero di Porto San Paolo. Ieri pomeriggio, nella basilica di San Simplicio, la città ha detto addio a Davide Rossi, il 36enne olbiese morto la mattina del 23 dicembre lungo la strada statale 127 dopo essere stato travolto da un camioncino. Al funerale sono accorse centinaia di persone, tra familiari e tantissimi amici. Davide Rossi, che lascia il padre Amedeo e la sorella Luna, era infatti un ragazzo molto conosciuto e benvoluto in città.

«Chi lo ha amato veramente non lo perde, ma lo porta con sé» ha detto don Mirco Barone. Eugenio Carbini, consigliere comunale e suo amico da anni, dall’altare della basilica ha voluto leggere una lettera: «Altruista. Questo eri tu. Pronto a offrire tutto te stesso per gli altri e, soprattutto, per chi aveva bisogno di aiuto. Sensibile. Questo eri tu, nei confronti dei meno fortunati, dei meno abbienti, di coloro i quali subivano un sopruso. Eri appassionato. Discutevi ma ascoltavi, studiavi ma imparavi, sempre assetato di sapere, di conoscere e di abbracciare testi fuori dal coro che parlassero di filosofia politica o di storia. Ma soprattutto eri una persona buona e gentile. E così ti ricorderemo per sempre».

Davide Rossi, militante della destra sociale fin da ragazzino, è stato ricordato alla Camera anche dal deputato sardo Salvatore Deidda di Fratelli d’Italia, partito nel quale il 36enne olbiese militava. «Davide era un giovane dirigente che nei giorni scorsi è stato trovato morto - ha detto Deidda -. Era un ragazzo pieno di entusiasmo e di vita e pieno di ideali e di voglia di portare avanti i propri valori. Amava Olbia, l’Olbia calcio, fare militanza. Lo ricorderemo per sempre, perché chi porta avanti le politiche con il rispetto e con la cultura non può essere dimenticato».

Nel frattempo proseguono le indagini sulla sua morte. Investito la mattina del 23 dicembre lungo la statale 127, e morto sul colpo come confermato dall’autopsia, il corpo di Rossi era stato trovato la sera della vigilia di Natale in mezzo alla fitta vegetazione che cresce in cunetta. A travolgerlo era stato un camioncino guidato da Antonio Paolo Demuro, 66 anni, tempiese, che ha poi raccontato di non essersi accorto di aver investito una persona ma di aver pensato di aver centrato una buca. Ora è indagato per omicidio stradale e per omissione di soccorso e sia il suo cellulare che il suo mezzo sono sotto sequestro. Demuro è difeso dall’avvocato Gian Mario Lisca, mentre la famiglia Rossi è assistita dagli avvocati Claudia Spano e Antonello Desini. (d.b.)

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