«Riapertura parziale di Mortorio e Soffi»
di Claudio Inconis
Scontro sulle isole minori tra Arzachena e La Maddalena, i consiglieri del Parco lavorano a una proposta di mediazione
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LA MADDALENA . Le isole non cambino bandiera ma diventino condivise. Nuovo capitolo della querelle tra Arzachena e La Maddalena per il controllo delle isoli meridionali dell’arcipelago, che dopo il botta e risposta tra le amministrazioni vede intervenire i consiglieri dell’Ente parco con l’apertura a una fruizione parziale di Mortorio e Soffi. In una nota congiunta i consiglieri Michele Esposito, Tommaso Emilio Gallo, Gianluca Mureddu e Giovanna Scotto spiegano la proposta che prova a sintetizzare le rivendicazioni dei due comuni: «Consentire in deroga la fruizione delle isole minori dell’arcipelago senza cessioni o variazioni dei confini comunali».
La proposta. L’idea dei consiglieri è molto semplice: «Stiamo lavorando a un’ipotesi di riapertura in deroga delle isole di Mortorio e Soffi che ne consenta la fruizione regolamentata agli operatori turistici. Questo consentirebbe di modificare gli itinerari del traffico passeggeri e le rotte del noleggio, assegnando alle realtà frontaliere percorsi circoscritti alle isole a loro più prossime». Una soluzione utile per provare a ridurre il traffico marittimo: «Si riuscirebbe inoltre ad alleggerire la pressione antropica che è da tempo divenuta insostenibile sugli arenili delle isole settentrionali, in particolare sulle aree del Porto della Madonna e di Spargi». Le isole minori, ora a tutela integrale, potrebbero, quindi, aprirsi a una fruizione parziale, per una migliore distribuzione dei flussi turistici.
Nessuna scissione. Resta fermo, invece, il rifiuto a modifiche dei confini: «L’ipotesi di una cessione ci vede fortemente contrari in quanto il Parco possiede un connotato specifico riconoscibile nell’interezza del suo Arcipelago che coincide con i confini del territorio comunale – spiegano i consiglieri – D’altronde, la comunità residente ha per anni convissuto con vincoli e limitazioni che le realtà costiere non hanno mai conosciuto, beneficiando gratuitamente del capitale naturale che ancora costituisce l’elemento di centrale attrazione per i flussi turistici che gravitano sull’area del nordest della Sardegna».
Il dialogo. Posti i punti cardine sulla diatriba, i rappresentanti del Parco aprono alla possibilità di ampliare semmai i confini dell’area protetta: «Sosteniamo che la titolarità delle isole debba restare a La Maddalena e del Parco dell’arcipelago, ma se i comuni frontalieri sono disposti a sottoporre pari porzioni del proprio territorio agli stessi vincoli di salvaguardia, nell’ottica di ampliare i confini dell’area protetta, saremo ben felici di sederci a un tavolo per discutere in maniera costruttiva di iniziative condivise».
La proposta. L’idea dei consiglieri è molto semplice: «Stiamo lavorando a un’ipotesi di riapertura in deroga delle isole di Mortorio e Soffi che ne consenta la fruizione regolamentata agli operatori turistici. Questo consentirebbe di modificare gli itinerari del traffico passeggeri e le rotte del noleggio, assegnando alle realtà frontaliere percorsi circoscritti alle isole a loro più prossime». Una soluzione utile per provare a ridurre il traffico marittimo: «Si riuscirebbe inoltre ad alleggerire la pressione antropica che è da tempo divenuta insostenibile sugli arenili delle isole settentrionali, in particolare sulle aree del Porto della Madonna e di Spargi». Le isole minori, ora a tutela integrale, potrebbero, quindi, aprirsi a una fruizione parziale, per una migliore distribuzione dei flussi turistici.
Nessuna scissione. Resta fermo, invece, il rifiuto a modifiche dei confini: «L’ipotesi di una cessione ci vede fortemente contrari in quanto il Parco possiede un connotato specifico riconoscibile nell’interezza del suo Arcipelago che coincide con i confini del territorio comunale – spiegano i consiglieri – D’altronde, la comunità residente ha per anni convissuto con vincoli e limitazioni che le realtà costiere non hanno mai conosciuto, beneficiando gratuitamente del capitale naturale che ancora costituisce l’elemento di centrale attrazione per i flussi turistici che gravitano sull’area del nordest della Sardegna».
Il dialogo. Posti i punti cardine sulla diatriba, i rappresentanti del Parco aprono alla possibilità di ampliare semmai i confini dell’area protetta: «Sosteniamo che la titolarità delle isole debba restare a La Maddalena e del Parco dell’arcipelago, ma se i comuni frontalieri sono disposti a sottoporre pari porzioni del proprio territorio agli stessi vincoli di salvaguardia, nell’ottica di ampliare i confini dell’area protetta, saremo ben felici di sederci a un tavolo per discutere in maniera costruttiva di iniziative condivise».
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