La Nuova Sardegna

Olbia

La riscoperta del medico antifascista

di Paolo Ardovino
La riscoperta del medico antifascista

Dalla Brigata Sassari alla cura dei poveri: la figura e l’opera di Achille Bardanzellu ricostruite grazie a una tesi di laurea 

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OLBIA. Storia di un medico antifascista: quella di Achille Bardanzellu, protagonista della tesi triennale di Stefano Budroni, 23 anni, studente olbiese dell’università di Sassari. Neo laureato in Scienze dell’educazione, ha portato di fronte alla commissione un lavoro storiografico che, al di fuori delle mura accademiche, ha un grande valore per la memoria cittadina. Perché questa tesi di laurea rappresenta il primo e sinora unico studio attorno a Bardanzellu, una figura cardine del primo Novecento olbiese in ambito medico e politico.

Chi era. Nato nel 1890 nell’allora Terranova Pausania, si ricorda prima di tutto per il contributo durante la Prima guerra mondiale sull'altipiano di Asiago in aiuto al 151° reggimento fanteria della Brigata Sassari. Durante il conflitto riesce a salvare numerosi giovani da morte certa. In condizioni precarie, a due passi dal fronte e nonostante lui stesso rimanga ferito. Salva la vita a Luigi “Luisetto” Camboni, assistente di campo del tenente Alfredo Graziani. Stringe una solida amicizia con Emilio Lussu. Negli anni del ventennio, Achille Bardanzellu è uno degli esponenti più impegnati sul fronte dell’antifascismo a Olbia insieme ad Alessandro Nanni e Antonio Sotgiu. Nella sua tesi, Stefano Budroni ripercorre – anche attraverso le cronache locali – un episodio significativo: la spedizione punitiva del 3 dicembre 1922 con l’approdo in città di un centinaio di fascisti da Civitavecchia che creano disordini in centro a caccia degli oppositori. Il medico chirurgo riesce a fuggire, salvo poi venir trovato, e purgato, il giorno della vigilia di Natale. Tra i fondatori della sezione cittadina del Cln, nel ’46 il dottor Bardanzellu entra nel comitato direttivo del Partito repubblicano italiano. Col tempo è persona rispettata e dottore di molti olbiesi, cura gratuitamente chi è in difficoltà economica. Nel 1939 un grave incidente: durante un'operazione, un fulmine provoca un cortocircuito che vede la fuoriuscita di radiazioni che tranciano il polso della paziente e alcune sue dita. Rimane vittima di dolori lancinanti per il resto della vita.

Salvare la memoria. «Ho deciso di dedicargli la mia tesi di laurea triennale al fine di approfondire la figura di un personaggio della mia città fino a ora trascurato – afferma Stefano Budroni, spiegando le motivazioni che lo hanno portato a scrivere di Bardanzellu –. Il motivo? Nella scarsa attenzione che la città riserva al proprio Novecento, anche per via di un mescolarsi di culture che rende difficile agli olbiesi di oggi riconoscersi nella storia di Terranova allo stesso modo. Anche per la fede al Partito repubblicano di Bardanzellu, che in città non ha mai riscosso molto successo». Il relatore, il professore Aldo Borghesi, istituzione tra gli storici dell’antifascismo, è rimasto entusiasta. La speranza è che la tesi possa diventare presto una pubblicazione, la prima dedicata al chirurgo.

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