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Olbia

avvisi aspo e proteste 

«Tassa per il passo carrabile l’importo è stato triplicato»

«Tassa per il passo carrabile l’importo è stato triplicato»

OLBIA. Tra i regali meno graditi ricevuti da molti olbiesi a cavallo della fine del 2021 c’è sicuramente la lettera dell’Aspo – la società che oltre ai trasporti gestisce diversi servizi comunali...

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OLBIA. Tra i regali meno graditi ricevuti da molti olbiesi a cavallo della fine del 2021 c’è sicuramente la lettera dell’Aspo – la società che oltre ai trasporti gestisce diversi servizi comunali – con l’avviso di scadenza del cosiddetto Canone unico patrimoniale, ovvero la tassa che ha preso il posto di quella per la pubblicità e l’occupazione del suolo pubblico. Nella quale è evidentemente ricompresa quella per il passo carrabile. Il pagamento della tassa scade a fine gennaio. A renderla assai sgradita sono gli importi definiti dall’amministrazione comunale nella scorsa primavera. In qualche caso sono triplicati. Uno dei tanti che protestano è, ad esempio, Antonio De Masi, pensionato residente in via Vesuvio, ben lontano dal centro, a ovest della città. «Fino all’anno scorso – spiega – pagavo 21 euro all’anno per un passo carrabile di tre metri. Quest’anno mi chiedono 66 euro, più un euro di spese, da pagare entro il 31 gennaio. Ho chiesto spiegazioni all’Aspo e mi hanno risposto che via Vesuvio è stata classificata come strada di prima categoria, quindi come viale Aldo Moro o via Vittorio Veneto. Ma qui non c’è l’ombra di un’attività commerciale: come hanno fatto a classificarla in quel modo?». Il pensionato esprime un sentimento diffuso tra coloro che hanno ricevuto la richiesta di pagamento recapitata nelle buste su cui è impresso il marchio dell’Aspo, che riscuote per conto del Comune. «Un aumento ci può stare – afferma – ma non in queste dimensioni. Tanto più in considerazione del momento che stiamo vivendo a causa della pandemia, con la gente che perde il lavoro e deve sopportare costi aumentati. Non era il momento buono per fare un’operazione del genere, anche perché quello di Olbia è un comune ricco». «È una tassa odiosa – aggiunge un altro cittadino che si è rivolto alla Nuova per segnalare l’importo triplicato che gli viene richiesto – paghiamo per poter entrare a casa nostra».

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