«Per ore in coda con un bimbo autistico, ma per noi non ci sono corsie preferenziali»
FIle chilometriche dal primo mattino e tante proteste. Con gli agenti della polizia municipale che in più di un’occasione hanno dovuto cercare di calmare gli animi. Centinaia i convocati dall’Ats per...
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FIle chilometriche dal primo mattino e tante proteste. Con gli agenti della polizia municipale che in più di un’occasione hanno dovuto cercare di calmare gli animi. Centinaia i convocati dall’Ats per fare il tampone nel gazebo allestito in via del Quarzo, a poca distanza dall’ospedale. Tra le persone in attesa, anche una madre con un bambino autistico. «Mio marito è rimasto in macchina per non perdere il posto, io invece sono dovuta scendere e passeggiare con mio figlio perché ha avuto una crisi. Difficile tenerlo fermo e non gli si può chiedere di aspettare. Ho raggiunto il gazebo e, a distanza, mi sono rivolta a una operatrice della Assl spiegandole la mia difficoltà e chiedendole se ci fosse la possibilità di sottoporre al tampone mio figlio. La sua risposta: “Chieda a chi c’è davanti a lei in coda”. Avrei dunque dovuto bussare forse al finestrino di decine e decine di auto per dire che mio figlio è autistico? Assurdo. Così come è assurdo che non si dia la priorità a chi vive condizioni particolari».
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