La Nuova Sardegna

Olbia

Venti milioni per sette progetti

di Giuseppe Pulina
Venti milioni per sette progetti

Finanziata dal ministero la rigenerazione urbana di Tempio. Nei prossimi mesi partiranno i cantieri

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TEMPIO. Non sarà il massimo dell’eleganza, ma in quanto a generosità, quando ci si mette, la befana ha pochi eguali. E ricca, ricchissima, è la befana che, con i progetti per la rigenerazione urbana, porterà a Tempio quasi 20milioni di euro. Un finanziamento da record che va a premiare un impegno iniziato quando in carica era l’amministrazione Biancareddu. Merito del sindaco Giannetto Addis e della sua squadra è stato però quello di dare continuità e gambe a un’idea che ha avuto il suo primo ispiratore nell’architetto Angelo Patrizio. Da allora si è iniziato a parlare di rigenerazione e non semplice riqualificazione, come hanno tenuto a precisare Addis e gli assessori Maria Paola Aisoni, Francesco Quargnenti, Paolo Cossu ed Elisabeth Vargiu. Tutti hanno ricordato come Tempio sia stato il primo comune sardo ad aderire al progetto, costituendo un caso pilota per i comuni della Penisola per via del suo modus operandi: condivisione partecipata, confronti allargati e pieno coinvolgimento di tutte le risorse disponibili. In tutto sono 7 i progetti finanziati. Poco più di un terzo (7milioni e mezzo) dell’intero fondo sarà destinato alla pista ciclopedonale che collegherà l’area di Rinaggiu, San Lorenzo e via Togliatti. Città verde, sostenibile e sempre più inclusiva Tempio intende diventarlo grazie anche agli altri sei progetti. Della lista fanno parte il Centro antiviolenza di via Olbia (poco più di un milione di euro), il Centro di riabilitazione del quartiere Rinascita (928mila euro), la sistemazione dell’area di Rinaggiu (453mila), il Museo del Carnevale e il Laboratorio della cartapesta (995mila), il Centro di aggregazione sociale intitolato ad Angela Masu e l’ostello della gioventù che, con un finanziamento di 5 milioni e 137mila euro, sarà realizzato a San Francesco, nella struttura dell’ex Gauss. «Qui – ha suggerito Gerolamo Balata, direttore di Eurispes Sardegna – potrebbe sorgere un campus in cui far convergere le Università europee». Sono questi i siti che nei prossimi mesi si trasformeranno in cantieri. Non ci sarà tempo da perdere, perché la consegna e la rendicontazione delle opere finanziate è prevista entro il 2026. «Le risorse assegnate per i 7 interventi – ha dichiarato Addis – cambieranno il volto della città per tanti anni». La sensazione di tutti, anche di chi ha dato una mano importante partecipando ai primi lavori dei gruppi di studio del progetto, è che la città si trovi di fronte a un momento decisivo, forse storico, per il suo sviluppo. «La rigenerazione urbana non è aria fritta, come qualcuno ha detto», ha tenuto a far presente il vicesindaco Aisoni, togliendosi evidentemente qualche sassolino dalla scarpa. Ora toccherà all’assessorato ai Lavori pubblici prendere in carico l’esecuzione dei progetti. Ma se gioco di squadra è stato sino ad ora, niente vieta che continui a esserlo anche nei mesi a venire.

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