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Olbia

Covid, il sindaco alza il tiro locali chiusi a mezzanotte

di Giuseppe Pulina
Covid, il sindaco alza il tiro locali chiusi a mezzanotte

Scatta l’ordinanza per bar, ristoranti e pizzerie. E dalle 20 non si beve al bancone stop anche alla musica dal vivo. Ma Comerci accusa: «Provvedimento tardivo»

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TEMPIO. La curva dei contagi registrati negli ultimi giorni non promette niente di buono, e così, dopo l’ordinanza che ha rinviato al 10 gennaio il ritorno tra i banchi degli studenti delle scuole cittadine, il sindaco ne ha emesso un’altra, indirizzandola questa volta ai titolari dei pubblici esercizi (ristoranti, bar e pizzerie) perché si astengano dall’organizzare musica dal vivo o altre forme di intrattenimenti musicali all’interno dei propri locali. L’ordinanza dà anche un’indicazione oraria per la chiusura dei locali: non potranno rimanere aperti dopo mezzanotte sino a quando non saranno emanate nuove disposizioni. Inoltre, dalle 20 e sino alle 24 non potranno essere consentite consumazioni al bancone. Nell’ordinanza si legge anche che «è vietata, nelle ore serali e notturne, la vendita per asporto di bevande”. La stessa riproduce, infine, le diverse condizioni previste dalla precedente normativa anti-Covid: rispetto della capienza dei locali, divieto di qualsiasi forma di assembramento e verifica del possesso della certificazione verde da parte degli esercenti. Il provvedimento del sindaco era atteso da molti. Non solo dai diretti interessati, vale a dire i destinatari principali della nuova ordinanza, ma anche da tanti semplici cittadini, preoccupati per l’aumento dei contagi. Per Nicola Comerci, capogruppo di “Tempio cambia, si sarebbero, comunque, sforati i tempi. «Alla luce di quanto comunicato dall’Ats a riguardo del numero dei contagi nel territorio cittadino, raddoppiato nel giro di pochi giorni, senza contare la percezione pubblica, di gran lunga superiore ai dati ufficiali, spesso tardivi a causa di oggettive difficoltà nel tracciamento, riteniamo tardiva e fuori tempo l’ordinanza del sindaco che riduce, dopo averlo esteso per il periodo delle feste, l’orario di apertura di bar, ristoranti e luoghi di intrattenimento».

Comerci pensa anche a quello che accadrà nei prossimi giorni, quando, nella sede della Protezione Civile, al parco di Rinaggiu, si formeranno probabilmente lunghe file per lo screening cui si sottoporranno gli studenti, gli insegnanti e il personale Ata delle scuole cittadine. A presentarsi per fare il tampone potrebbero essere non meno di duemila persone.

«Le file per i tamponi, gli esercizi commerciali chiusi causa Covid, la serrata delle scuole cittadine per l’effettuazione dei tamponi agli studenti prevista per il prossimo fine settimana, testimoniano una situazione preoccupante che di certo non è stata agevolata dalla estensione degli orari e dalla mancanza di controlli nei luoghi di ritrovo, nonché dalle numerose manifestazioni che l’amministrazione ha organizzato nei giorni di festa, rispetto alle quali sarebbe stata necessaria maggiore cautela da parte di chi governa la città». Il timore è che ancora una volta tocchi al mondo della scuola pagarne le spese. «Adesso che i buoi sono scappati – dichiara il capogruppo di Tempio cambia – si rende necessario salvare il salvabile, dunque operare con tempestività a ridosso della riapertura delle scuole. Speriamo almeno che questo serva ad arginare il contagio, che prosegue la sua corsa soprattutto tra i giovani, in modo che gli istituti scolastici cittadini, ancora una volta, non debbano scontare colpe che non hanno».

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