Il palazzo tugurio è senz’acqua
di Dario Budroni
Rubinetti a secco nell’edificio in parte occupato. L’appello di una famiglia: «Aiutateci ad andare via»
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OLBIA. Il palazzo trasformato in una discarica ora resta anche con i rubinetti a secco. E il problema è che qui dentro, tra brutti giri e montagne di rifiuti, continuano a vivere anche anziani e bambini. La bomba sociale, insomma, esplode e riesplode su se stessa: dopo aver rimosso il contatore già a novembre, e dopo che qualcuno era comunque riuscito a riallacciarsi alla rete in maniera abusiva, Abbanoa ha nuovamente tolto l’acqua al palazzone in rovina che si affaccia sulle vie Aldo Moro, Longhena e Peruzzi. La storia è contorta e col passare dei giorni diventa sempre più allarmante. Tra le mura del palazzo che ospitava gli uffici della Assl, una banca e due ristoranti, da anni vivono infatti alcune famiglie perbene. Allo stesso tempo, però, molti spazi sono finiti nelle mani degli abusivi, molti dei quali al centro di pericolosi giri di spaccio e prostituzione. «Vogliamo andare via – dice un uomo, padre di famiglia, che preferisce mantenere l’anonimato –. Ma il problema è che non riusciamo a trovare altre case in affitto. La nostra è una famiglia che sogna una vita normale. E qui abbiamo paura».
La storia. La situazione è precipitata nel giro di pochi anni. La proprietà, che da tempo deve fare i conti con le occupazioni abusive e che per il futuro intende riqualificare l’intera struttura, ha chiuso il condominio da circa un anno. Ma il problema è che molte famiglie hanno continuato a pagare ugualmente un affitto. Non è da escludere, dunque, che nel frattempo qualcuno abbia addirittura messo in piedi un sistema di affitti illegale, senza che i proprietari ne sapessero nulla. «Noi abbiamo pagato l’affitto fino a due mesi fa, poi non si è più fatto vivo nessuno – continua il padre di famiglia –. Non so come siano andate realmente le cose, ma quel che è certo è che noi abbiamo sempre pagato. Su questo non ci sono dubbi».
La proprietà. Sul caso interviene così Salvatore Deiana, legale di Alturcampa, la società proprietaria della struttura riconducibile alla famiglia Pulcini. L’avvocato ci tiene a precisare che tutto ciò che è accaduto negli ultimi tempi all’interno del palazzo non è attribuibile alla proprietà dell’edificio. «Sì, la proprietà è assolutamente disponibile a salvaguardare la posizione di quelle persone che, inconsapevolmente, si trovano oggi in una situazione di grande disagio» sottolinea Salvatore Deiana. Discorso diverso per chi ha occupato abusivamente parte dello stabile, danneggiando inoltre sia gli spazi esterni che quelli interni.
Il degrado. Il palazzo, dunque, è diventato una polveriera, una sorta di terra di nessuno. Alcune famiglie sono andate via, altre sono rimaste nei loro appartamenti. E nel frattempo sono arrivati gli abusivi. Col passare del tempo, il palazzo si è anche trasformato in una discarica. I rifiuti sono dappertutto e gli alloggi occupati sono teatro di attività di spaccio e giri di prostituzione. A peggiorare ulteriormente la situazione è stato infine lo slaccio di Abbanoa, arrivato perché, di fatto, all’interno del palazzo senza condominio non risulta più nessuna utenza. «Non possiamo vivere così – aggiunge l’uomo che abita nel palazzo con la sua famiglia –. La spazzatura è ovunque e capita che arrivi anche gente da fuori per scaricare i propri rifiuti nel cortile. Viviamo con dei bambini e tutto questo è insostenibile. In più ora ci ritroviamo senza acqua. Abbiamo paura, soprattutto la notte. In questo palazzo entra ed esce chiunque. Bisogna intervenire. Naturalmente ci piacerebbe cambiare casa, ma a Olbia è quasi impossibile trovare un appartamento in affitto per tutto l’anno. Nei confronti di noi stranieri, inoltre, c’è anche un po’ di pregiudizio».
La storia. La situazione è precipitata nel giro di pochi anni. La proprietà, che da tempo deve fare i conti con le occupazioni abusive e che per il futuro intende riqualificare l’intera struttura, ha chiuso il condominio da circa un anno. Ma il problema è che molte famiglie hanno continuato a pagare ugualmente un affitto. Non è da escludere, dunque, che nel frattempo qualcuno abbia addirittura messo in piedi un sistema di affitti illegale, senza che i proprietari ne sapessero nulla. «Noi abbiamo pagato l’affitto fino a due mesi fa, poi non si è più fatto vivo nessuno – continua il padre di famiglia –. Non so come siano andate realmente le cose, ma quel che è certo è che noi abbiamo sempre pagato. Su questo non ci sono dubbi».
La proprietà. Sul caso interviene così Salvatore Deiana, legale di Alturcampa, la società proprietaria della struttura riconducibile alla famiglia Pulcini. L’avvocato ci tiene a precisare che tutto ciò che è accaduto negli ultimi tempi all’interno del palazzo non è attribuibile alla proprietà dell’edificio. «Sì, la proprietà è assolutamente disponibile a salvaguardare la posizione di quelle persone che, inconsapevolmente, si trovano oggi in una situazione di grande disagio» sottolinea Salvatore Deiana. Discorso diverso per chi ha occupato abusivamente parte dello stabile, danneggiando inoltre sia gli spazi esterni che quelli interni.
Il degrado. Il palazzo, dunque, è diventato una polveriera, una sorta di terra di nessuno. Alcune famiglie sono andate via, altre sono rimaste nei loro appartamenti. E nel frattempo sono arrivati gli abusivi. Col passare del tempo, il palazzo si è anche trasformato in una discarica. I rifiuti sono dappertutto e gli alloggi occupati sono teatro di attività di spaccio e giri di prostituzione. A peggiorare ulteriormente la situazione è stato infine lo slaccio di Abbanoa, arrivato perché, di fatto, all’interno del palazzo senza condominio non risulta più nessuna utenza. «Non possiamo vivere così – aggiunge l’uomo che abita nel palazzo con la sua famiglia –. La spazzatura è ovunque e capita che arrivi anche gente da fuori per scaricare i propri rifiuti nel cortile. Viviamo con dei bambini e tutto questo è insostenibile. In più ora ci ritroviamo senza acqua. Abbiamo paura, soprattutto la notte. In questo palazzo entra ed esce chiunque. Bisogna intervenire. Naturalmente ci piacerebbe cambiare casa, ma a Olbia è quasi impossibile trovare un appartamento in affitto per tutto l’anno. Nei confronti di noi stranieri, inoltre, c’è anche un po’ di pregiudizio».
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