La Nuova Sardegna

Olbia

A Roma la rabbia dei licenziati

di Dario Budroni
A Roma la rabbia dei licenziati

I dipendenti dell’ex compagnia bruciano le lettere inviate dai liquidatori. Martedì una nuova protesta 

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OLBIA. La rabbia ora esplode nel cuore della capitale. Tra le vie e le piazze di Roma sale denso il fumo verde dei fumogeni. E a un certo punto anche quello delle lettere di licenziamento. Dopo le divise e i cappelli dei piloti e degli assistenti di volo, gli ex lavoratori di Air Italy inceneriscono anche i fogli con i quali i liquidatori della compagnia avevano dato loro il benservito. La protesta sale di tono e si fa così nuovamente sentire nelle strade romane, a pochi metri dalle sedi dei ministeri, dal Quirinale e dall’Altare della patria. In piazza Santi Apostoli numerosi degli ex dipendenti di Air Italy hanno gridato la loro rabbia e hanno messo nel mirino, oltre che la proprietà, Mario Draghi e i suoi ministri. Dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento, i 1.322 lavoratori dell’ex Meridiana, dei quali oltre 600 di base in Sardegna, chiedono che si faccia il possibile per riattivare in qualche modo la cassa integrazione, scaduta il 31 dicembre, e soprattutto per garantire il loro reinserimento nel mondo del lavoro. Nel frattempo, lunedì i sindacati incontreranno l’assessora regionale al Lavoro, Alessandra Zedda. Invece martedì, stavolta in piazza San Silvestro, si terrà una nuova manifestazione nella capitale.

La battaglia. La protesta di ieri è stata organizzata a due giorni dal sit-in promosso a Olbia da Ap, Cobas, Usb e Anpav, durante il quale i lavoratori avevano appeso e dato alle fiamme le loro divise davanti all’ex sede della compagnia. Ieri, a Roma, una nuova dimostrazione. «E la prossima ancora si terrà il giorno dopo l'incontro con la Regione – spiega Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt Cgil –. Nell’incontro ribadirò non solo la necessità del ritiro immediato delle lettere di licenziamento e di uno strumento che consenta ai 1.322 lavoratori di poter essere collocati in Cigs per ulteriori dodici mesi, ma anche una accelerazione dei corsi per evitare la perdita dei brevetti e delle abilitazioni. Questo, peraltro, dovrà essere previsto per tutti i lavoratori Air Italy e non solo per quelli che erano di base in Sardegna». Anche perché, secondo il leader sardo della Filt Cgil, il settore del trasporto aereo è destinato alla ripresa. «Ci sarà la necessità di poter disporre di piloti, comandanti, tecnici, assistenti di volo e personale amministrativo – continua Boeddu –. Per questa ragione, sarebbe impensabile disperdere queste professionalità e di conseguenza tutte le istituzioni debbono attivarsi affinché ai lavoratori, oltre a questa opportunità, venga garantito anche un sostegno al reddito dato dalla Cigs sino a dicembre 2022».

Politica nel mirino. Gianluca Langiu, segretario della Fit Cisl Gallura, critica le istituzioni. «Nel corso di questa lunga vertenza i sindacati non sono mai mancati e hanno fatto la loro parte – dice Langiu –. Ciò che sono mancate sono le istituzioni e la volontà politica di trovare una soluzione. Le iniziative di questi giorni vogliono richiamare la politica alle proprie responsabilità e a una soluzione. Con il decreto Mille proroghe il Governo ha la possibilità di creare quel bacino del trasporto aereo con cui si darebbe la possibilità ai lavoratori Air Italy di accedere agli ammortizzatori sociali». Sulla stessa linea William Zonca, segretario della Uiltrasporti Sardegna. «Chiediamo che si metta immediatamente in campo un sistema di tutela e che si permetta ai dipendenti di essere reinseriti nel mondo del lavoro – afferma Zonca –. Siamo indignati. La società non si è posta minimamente il problema della tenuta sociale licenziando 1.322 dipendenti senza accedere agli ammortizzatori sociali. Riteniamo che anche le istituzioni non abbiano fatto la loro parte intervenendo in tempo tardivo, nonostante questa sia la più grossa vertenza del trasporto aereo dopo quella di Alitalia».



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