La Nuova Sardegna

Olbia

Carnevale in primavera, tutti d’accordo

di Giuseppe Pulina
Carnevale in primavera, tutti d’accordo

Condivisa la decisione del sindaco di Tempio di far saltare le sfilate per la pandemia. Si ipotizzano già nuove date

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TEMPIO. Era nell’aria. Come una nuvola che di giorno in giorno si fa sempre più grande e minacciosa. La notizia attesa, da molti temuta e da tanti altri ormai quasi scontata, è quella del Carnevale che non si farà. O che, se le circostanze dovessero permetterlo, sarà sì fatto, ma non a febbraio. La decisione è stata comunicata dal sindaco nel corso di una riunione cui hanno preso parte i referenti della complessa macchina del carnevale: l’assessore competente, il direttore artistico della manifestazione, Alessandro Achenza, i responsabili della sicurezza e i vertici della Pro Loco. Una seconda riunione è stata convocata da Giannetto Addis per comunicare ai carrascialai le decisioni prese. «È stata una decisione unanime – dichiara il sindaco – che ha visto tutti i partecipanti condividere la preoccupazione dell’amministrazione, consapevoli che la situazione sanitaria causata dalla pandemia non avrebbe consentito lo svolgimento della manifestazione, perché la salute e la sicurezza dei nostri concittadini e della comunità sono oggi le nostre assolute priorità». Seguiranno in tempi brevi nuovi incontri per fare il punto su una situazione che rimarrà probabilmente a lungo in continua evoluzione. «Abbiamo programmato un nuovo incontro per il 10 febbraio – fa presente Addis – per un aggiornamento sulla situazione e perché riteniamo importante che tutti i partner (le associazioni che realizzano i carri, il direttore artistico, la Pro Loco e tutte le altre associazioni coinvolte) collaborino anche a questi aspetti della gestione di un evento importante che coinvolge l’intera città».

Una decisione apprezzata anche dalla minoranza. «Più che corretta la decisione – commenta Nicola Comerci, capogruppo di Tempio cambia – di rinviare la celebrazione del Carnevale, considerato il diffondersi del contagio». Le due riunioni sono servite per prendere atto di una decisione che molto difficilmente poteva essere diversa. «Eravamo già molto avanti con l’impianto organizzativo – spiega Alessandro Achenza, che del Carrasciali Timpiesu è l’indiscusso direttore artistico – e ora si tratterà di capire se e come la pandemia ci permetterà di programmare in breve». Pare che si stiano formulando ipotesi su nuove date, tenendo presente il riferimento al 31 marzo, giorno sino al quale dovrebbe protrarsi lo stato di emergenza. L’intenzione sarebbe di prendere in considerazione calendari diversi e valutare l’opportunità di programmare un’edizione primaverile del Carnevale, da tenersi tra maggio e giugno. Se Carnevale sarà, cambierà la classica struttura. Non sarà concentrato nella classica sei giorni e sarà probabilmente diluito in tre o quattro fine settimana. Potrebbero non essere fatte nemmeno le tre sfilate, se trovasse conferma l’ipotesi di una manifestazione inaugurale, la gara dei “carruleddi”, la sfilata dei bambini, da organizzare giocoforza in una giornata feriale, e la sfilata finale che fa da classico preludio al processo con rogo di re Giorgio. Una struttura già collaudata con successo da altri grandi carnevali. Tutte ipotesi venute fuori nella riunione convocata da Addis. «Una riunione da cui sono emersi input programmatici, anche se – commenta scaramanticamente Achenza – come diceva il buon Eduardo De Filippo, stamm tutti sott o' ciel».

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