Nuova svolta al Mater: operativa la Stroke unit

Équipe dedicata per le patologie cerebrovascolari: 6 posti letto a disposizione Potenziata pure la radiologia interventistica. E il reparto Covid potrebbe riaprire

OLBIA. «Il Mater Olbia comincia a cambiare natura, è sempre più ospedale pubblico e si cala in modo intenso nella rete sanitaria sarda». Franco Meloni, direttore generale e sanitario dell’ospedale targato Qatar-Gemelli, parla di sinergia vera. E lo fa annunciando la partenza della Stroke unit e il potenziamento della radiologia interventistica. «Questo vuol dire avere specialisti a disposizione 24 ore su 24, per soddisfare ogni emergenza e ogni necessità in piena collaborazione con gli ospedali della Gallura». L’aspetto importante, infatti, è proprio questo. Lo stretto collegamento tra il Mater e la Asl di Olbia. Se arriva un paziente al pronto soccorso del Giovanni Paolo II, del Paolo Dettori di Tempio o del Paolo Merlo della Maddalena e i medici che lo visitano stabiliscono la necessità della Stroke, lo trasferiscono al Mater. In pochi minuti si raggiunge quindi una struttura dedicata senza dover affrontare viaggi a Sassari, Nuoro o Cagliari.

Stroke unit. Collegata alla Neurologia, al quarto piano del Mater Olbia, la Stroke unit è un vero e proprio reparto semintensivo con sei posti letto e con un’équipe guidata da Paolo Profice e composta da cinque medici (per ora) e dieci infermieri. «Ieri - ha raccontato Profice - è arrivata la prima paziente, mandata dal pronto soccorso di Olbia. L’obiettivo della Stroke è trattare patologie cerebrovascolari, che sono le più tempo-dipendenti di tutte: se si chiude un vaso, prima si riapre e prima il paziente può recuperare il deficit. Con la Stroke unit del Mater, dunque, i pazienti che provengono dai tre ospedali galluresi possono essere trattati rapidamente». Tutti i ricoverati in questo reparto sono monitorizzati: vengono cioè continuamente controllati in alcuni parametri fondamentali (elettrocardiogramma, pressione arteriosa, temperatura corporea, ossigenazione) attraverso i monitor.

Radiologia interventistica. È una divisione di eccellenza del Mater Olbia che viene ulteriormente potenziata per curare un numero elevato di patologie. Sino a qualche giorno fa veniva garantita dalle 8 alle 14. Adesso l’operatività è di 24 ore su 24. «E questo vuol dire che confermiamo la nostra piena disponibilità a collaborare nella rete ospedaliera interagendo con altre entità sanitarie sia per le emergenze che per l’elezione - spiega Pierluigi Rinaldi, primario dell’Unità operativa di Radiologia -. Nell’ambito della Stroke, si interviene con la disostruzione dei vasi cerebrali, ma ci occupiamo di una vasta gamma di patologie vascolari, neurovascolari, oncologiche e muscolo-scheletriche. Cosa importante: la radiologia interventistica tratta le diverse patologie in maniera non invasiva. E infatti il paziente non viene quasi mai addormentato, mentre solo a volte si sottopone a una blanda sedazione. Per gli interventi vengono usati particolari cateteri, stent o palloncini e non sono previsti tagli chirurgici: si assicura così un rapido recupero post-operatorio del paziente che viene sempre seguito da un team multidisciplinare».

Covid. Il dialogo Mater-Regione è costante. I contagi continuano ad aumentare anche in Sardegna e non si esclude che si possa riaprire (forse dalla prossima settimana) il reparto Covid. Si potrebbe partire subito con quattordici posti letto: dieci di assistenza ordinaria e quattro sub intensivi. (s.p.)

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