La Nuova Sardegna

Olbia

Cinemadamare racconta i tempiesi che verranno

di Giuseppe Pulina
Cinemadamare racconta i tempiesi che verranno

Un progetto dell’associazione che ha collaborato con il Comune e il liceo Dettori Gli alunni hanno parlato di sé stessi davanti alla cinepresa in classe e all’aperto

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TEMPIO. Come sarà tra qualche anno la generazione di giovani tempiesi che, più esperta della vita, dovrà assumere ruoli di responsabilità all’interno della comunità? Un ritratto di quella che potrebbe essere la futura classe dirigente della città, e forse non solo, viene fuori da un progetto che l’associazione Cinemadamare, in collaborazione con il Comune e il liceo “Dettori”, ha ideato e messo in opera nelle scorse settimane.

Il risultato finale è un video in cui gli studenti di una quinta linguistico raccontano sé stessi e il loro mondo di fronte alla cinepresa.

«Il progetto - come spiega il professore Antonio Gana, referente per il Dettori - nasce dalla volontà dell’associazione Cinemadamare, fondata e diretta dal giornalista Franco Rina, di raccontare i nuovi tempiesi che tra qualche lustro diventeranno la generazione attiva della città. I promotori dell’iniziativa, infatti, ne hanno voluto narrare le aspirazioni, il rapporto con la scuola, con la città, le frustrazioni e le paure, tipiche di questo momento incerto». Una troupe, composta da due filmmaker e da Franco Rina, ha seguito gli studenti durante attività scolastiche ed extrascolastiche, realizzando interviste e contenuti. Dopo un primo incontro con il docente referente le riprese hanno avuto inizio in classe durante l’attività didattica in presenza. Staff e studenti hanno poi proseguito le riprese fuori dell’ambiente scolastico, adottando come scenari spazi urbani molto frequentati dai giovani tempiesi: la Fonte Nuova e il parco delle Rimembranze. Le riprese alla stazione ferroviaria hanno, infine, ispirato un giro “felliniano” sul trenino del Natale per le vie della città. «È stata un’esperienza che è risultata estremamente coinvolgente per le studentesse e gli studenti della classe -dichiara la professoressa Maria Giovanna Peru, coordinatrice della 5 B Linguistico - i quali hanno osservato come si svolge l’attività operativa dei filmmaker, ad esempio l’inquadratura e il posizionamento della macchina da presa o della fotocamera nello spazio e l’importanza dell’aspetto sonoro durante le interviste. Soprattutto, però, hanno sperimentato la possibilità di mettere in gioco le proprie emozioni in un contesto meno formale di quello strettamente scolastico, ma canalizzato verso un tipo di esperienza conoscitiva nuova, quelle della tecnica e del linguaggio filmico». Tutto questo a dimostrazione di quanto il cinema piaccia ai ragazzi e di come non siano poi così campati in aria quei progetti scolastici che ne sottolineano il valore didattico e formativo.

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