la stangata
Guerra delle insegne, domani il sindaco incontra le associazioni
OLBIA. L’appuntamento è fissato. Domani mattina il sindaco incontrerà le associazioni di categoria. All’ordine del giorno c’è un punto in particolare: il caro insegne. Settimo Nizzi illustrerà ai...
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OLBIA. L’appuntamento è fissato. Domani mattina il sindaco incontrerà le associazioni di categoria. All’ordine del giorno c’è un punto in particolare: il caro insegne. Settimo Nizzi illustrerà ai rappresentanti di commercianti, imprenditori e artigiani la posizione del Comune e spiegherà il perché dell’aumento delle tariffe contenute nel nuovo Canone unico patrimoniale, relativo agli spazi pubblici, alla pubblicità e alle affissioni. Un aggiornamento delle tariffe che erano rimaste ferme al 1994 e che, a sorpresa, ha fatto schizzare alle stelle i costi, in particolare quelli delle insegne. «Olbia, per essere gestita, ha bisogno di molti soldi – aveva detto il sindaco Nizzi –. Il bilancio è da chiudere e a volte il Comune è chiamato a fare delle scelte difficili. Se uno decide di montare una grande insegna, è giusto che la paghi. Con una insegna più piccola, invece, non si paga nulla o quasi». Imprenditori e commercianti, però, sono da giorni sul piede di guerra. Molti di loro, complice anche il cambio di categoria delle strade cittadine, hanno assistito alla moltiplicazione delle loro tariffe. C’è chi fino al 2021 pagava 800 euro all’anno e che dal 2022 ne pagherà invece 8mila. Per questo, a far sentire la loro voce sono state numerose associazioni di categoria: Confindustria, Confcommercio, Cna, Confapi, Confartigianato e Confesercenti. Le associazioni hanno preparato alcune proposte e domani le presenteranno al sindaco. Difficilmente Settimo Nizzi farà marcia indietro, ma non è da escludere che le parti riescano a trovare almeno qualche punto in comune. Nel frattempo, in città, sono diversi i commercianti e gli imprenditori che hanno oscurato le proprie insegne per protesta. Altri, invece, le hanno direttamente smontate. (d.b.)
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