Indagine a Milano su società "decotte": anche a Olbia e Tempio sequestri di beni

Trentotto imprenditori indagati a vario titolo per una serie di reati che vanno dall'associazione per delinquere di carattere transnazionale alla bancarotta fraudolenta, dall'usura alla frode fiscale

MILANO. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito il sequestro dell'intero patrimonio di due società immobiliari e di numerosi beni immobiliari nelle province di Piacenza, Pavia, Savona e Olbia-Tempio Pausania, nell'ambito di una indagine della procura di Milano in cui, come risulta dall'avviso di chiusura dell'inchiesta, sono indagate 38 persone, in gran parte imprenditori. A disporre il sequestro preventivo, chiesto dal pm Bruna Albertini, è stato il gip Alessandra Cecchelli.

I reati ipotizzati a vario titolo sono associazione per delinquere di carattere transnazionale, bancarotta fraudolenta, intestazione fittizia di beni, usura, riciclaggio, autoriciclaggio, emissione di fatture per operazioni inesistenti, frode fiscale e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Secondo la ricostruzione gli indagati, si legge in un comunicato firmato dal Procuratore facente funzione Riccardo Targetti, il sistema architettato si sarebbe basato sul sistematico drenaggio di risorse a società 'decottè e che hanno operato in vari settori, tra cui la commercializzazione di pneumatici, l'editoria, e la costruzione e compravendita di imbarcazioni. Risorse e cespiti che sarebbero stati fatti confluire in nuove entità societarie che, in tal modo, potevano proporsi «pulite» sul mercato. (Ansa).

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