Indagine regionale sulla cartografia dal 1850 a oggi
Mortorio, Soffi, Li Nibani, Cappuccini e Bisce. Sono i nomi delle piccole isole davanti alla Costa Smeralda che Arzachena contende alla Maddalena, in particolare da quando è stato istituito il Parco...
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Mortorio, Soffi, Li Nibani, Cappuccini e Bisce. Sono i nomi delle piccole isole davanti alla Costa Smeralda che Arzachena contende alla Maddalena, in particolare da quando è stato istituito il Parco nazionale dell’arcipelago. La scelta delle zone rosse di tutela integrale, dal punto di vista arzachenese è stata iniqua. Per La Maddalena, non c’è contesa: la delimitazione dei confini comunali, ha detto il sindaco, è definita dal 1767. Arzachena ha presentato la richiesta di verifica alla Regione nel 2019. La relazione istruttoria dell’assessorato all’Urbanistica e agli Enti locali, è arrivata nel giugno 2020. Undici pagine, corredate con mappe storiche e dell’Istituto geografico militare. Nella cartografia del Real Corpo (catasto del 1850), si legge, le isole «non appartenevano al Comune della Maddalena» mentre compaiono nelle carte di Tempio Pausania, dal quale Arzachena si è reso autonomo nel 1920. Nella cartografia del catasto degli anni ’30, invece, nel quadro di unione del comune della Maddalena sono presenti le isole. Procedendo con l’esame della cartografia storica, si legge nella relazione, si arriva alle carte Igm del 1962 che riportano in mare i limiti comunali. Limiti che piazzano le isole contese dalla parte di Arzachena. I tecnici della Regione tuttavia non si sbilanciano: «L’ufficio scrivente non possiede ulteriori documenti che permettano di chiarire perché negli anni ’30 le suddette isole siano state accatastate in Comune di la Maddalena e nelle cartografie successive siano state invece escluse dal suddetto Comune». Forse non saranno le carte a risolvere la questione.
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