La Nuova Sardegna

Olbia

Caro insegne fumata nera in Comune

di Dario Budroni
Caro insegne fumata nera in Comune

L’incontro tra sindaco e associazioni si chiude con un nulla di fatto. Restano le super tariffe. Le aziende: impatto devastante

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OLBIA. È mezzogiorno in punto quando si lasciano alle spalle il portone del municipio. I rappresentanti di commercianti e imprenditori hanno appena incontrato il sindaco. Ma niente da fare: l’attesissimo faccia a faccia si è concluso con un nulla di fatto. Settimo Nizzi non arretra di un millimetro e le associazioni di categoria restano del loro parere: quegli aumenti, per loro, sono improponibili. La guerra delle insegne, dunque, è destinata ad andare avanti e a tenere banco ancora per un po’. Il sindaco ha cercato di tendere la mano alle aziende proponendo una eventuale dilazione dei pagamenti. Una proposta però rispedita al mittente, considerata inaccettabile da chi deve far quadrare i conti della propria impresa. Non sono quindi da escludere ricorsi o azioni di protesta. Domani i rappresentanti di Confindustria, Confcommercio, Cna, Confapi e Confartigianato illustreranno la loro strategia nel corso di un incontro con la stampa.

Fumata nera. Le nuove super tariffe, comprese nel nuovo Canone unico patrimoniale, sono state inserite in bilancio e il Comune, di conseguenza, non può tornare indietro. Nizzi lo ha spiegato alle associazioni, ribadendo anche il fatto che tutte le entrate serviranno per finanziare i numerosi servizi comunali. «L’incontro è stato sicuramente civile – spiega Nino Seu, direttore della Confcommercio –. C’è stata fatta una proposta, però non è quella che noi ci aspettavamo. Ne parleremo con gli associati, ma la considero irricevibile. Anche noi abbiamo fatto una proposta, spiegando che siamo disponibili a ragionare su una percentuale rispetto alla tariffa dell’anno precedente. Ma non a queste condizioni». Sulla stessa linea Marina Deledda, direttrice della Cna. «Fondamentalmente c’è una chiusura completa da parte dell’amministrazione – spiega –. Le decisioni sono state prese e non si torna indietro. Il sindaco ha precisato che è stata una manovra necessaria a garantire i servizi essenziali, come trasporti e assistenza».

Le difficoltà. «C’è però un grande problema di impatto sui fatturati e sull’erosione del reddito – prosegue Deledda–. La rateizzazione è un palliativo, perché il vero problema non è quando ma quanto pagare. Dietro le imprese ci sono le famiglie e per molti imprenditori la soluzione più veloce ed efficace per evitare i costi è quella di licenziare i dipendenti. Ci potrebbe essere anche un danno per il Comune: se le aziende tolgono o riducono le insegne, i soldi non arrivano». Presente anche Giansimone Masia, direttore di Confindustria. «Ciò che è stato previsto non è ragionevole – dice –. Ci sono aumenti anche del 400-500%. Il fatto è che al Comune servivano 1 milione e 600mila euro e da qualche parte i soldi dovevano prenderli. È una specie di patrimoniale, questa». All’incontro hanno partecipato anche Giovanni Pasella, presidente Cna, Giacomo Meloni, presidente Confartigianato, e Maria Giovanna Mele, responsabile Confapi.

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