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Olbia

Giro di baby squillo a Olbia, una ragazzina parla

di Stefania Puorro
Giro di baby squillo a Olbia, una ragazzina parla

Svolto l’incidente probatorio per tutelare la minore. Chiesti i domiciliari per la coppia arrestata e in carcere a Firenze

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OLBIA. La ragazzina ha parlato. E, forse, potrebbe aver raccontato nei dettagli quel giro di squillo di cui anche lei avrebbe fatto parte e che ha già portato in carcere una giovane coppia (18 anni lei, 20 lui). Le accuse: favoreggiamento, sfruttamento e induzione alla prostituzione anche nei confronti di minori. E detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti.

Qualche giorno fa si è svolto l’incidente probatorio: si è voluto tutelare la minore (consentendole di uscire al più presto dal circuito processuale) acquisendo le prove che verranno comunque utilizzate in giudizio. E così, una delle due giovanissime (che ha ancora 17 anni) convinte a prostituirsi in cambio di pochi spiccioli, ha parlato davanti al giudice e al pubblico ministero. Ovviamente il riserbo è assoluto.

Intanto il legale della coppia, l’avvocato Eros Masuri del foro di Cagliari, ha chiesto i domiciliari per i suoi assistiti ma per ora restano ancora in carcere a Firenze. Sono lì da quasi tre mesi perché è lì che sono stati arrestati (avevano organizzato una serie di incontri nel capoluogo toscano con diversi clienti) su ordinanza di custodia cautelare del gip del tribunale di Cagliari Roberto Cau richiesta dal pm Gilberto Ganassi. Sono andati a prenderli gli uomini della sezione anticrimine della polizia di Olbia, guidati dal commissario Lino Collu e coordinati dal vice questore Fabio Scanu. Hanno agito quando ormai avevano raccolto prove schiaccianti nei confronti degli organizzatori di un vero e proprio road movie all’insegna di sesso e droga partito da Olbia per poi allargarsi in diverse città della Sardegna e del resto d’Italia.

Le indagini erano scattate nell’aprile dello scorso anno da un annuncio su un sito di incontri piccanti. Un messaggio decisamente spinto arricchito dalle foto hard della coppia finita in cella. Le richieste degli aspiranti clienti erano arrivate a raffica e così era cominciata sui social (un compito che avrebbe svolto lui) la ricerca di ragazzine minorenni da introdurre nell’”attività”. Alcune (come avevano accertato gli investigatori) non erano cadute nella trappola, ma due studentesse olbiesi di 17 anni avevano deciso di approfondire l’offerta per poi cominciare a prostituirsi. Una era anche rimasta incinta: aveva abortito (nel frattempo era diventata maggiorenne) senza che i genitori lo sapessero.

Con il passare del tempo, la squadra anticrimine ha scoperto tutto sugli incontri a luci rosse. Quindi: la giovane coppia pubblicava prima gli annunci su internet, poi fissava gli incontri con i clienti (di tutte le età, sposati e non) e li accoglieva soprattutto in diversi B&B della città all’insaputa dei titolari. La struttura, per non dare nell’occhio, era sempre diversa. A volte, però, si faceva sesso in un appartamento, altre volte ancora il servizio veniva fornito a domicilio, soprattutto nei piccoli paesi. Ma il titolare di un B&B si è insospettito e ha avvertito la polizia. Così è cominciata una delicata, lunga e complessa attività investigativa e a quel punto è stato accertato che negli incontri di sesso erano state coinvolte le minorenni e che gli stessi appuntamenti venivano fissati anche più volte al giorno (si è arrivati sino a dieci), o due o tre volte la settimana. Alle due ragazzine andavano pochi spiccioli, il grosso dei soldi lo intascava la coppia che gestiva il giro.

Un giro, come detto, che si è allargato in diverse città della Sardegna e che poi è arrivato persino in altre zone d’Italia. Lo scorso mese di ottobre, la coppia nel mirino è stata arrestata a Firenze e portata subito in carcere. E’ possibile che nelle prossime ore possano essere concessi i domiciliari e a quel punto i due fidanzati potrebbero fare rientro in Sardegna.

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