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«Le isole minori nostre da sempre»

«Le isole minori nostre da sempre»

La Maddalena. Il sindaco Lai risponde al presidente del consiglio di Arzachena

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LA MADDALENA. Invece di perder tempo a tempo a farsi la guerra, si provi a costruire insieme per il futuro. Nuovo capitolo della disputa per la sovranità territoriale sulle isole di Mortorio, di Soffi, di Li Nibani e delle Bisce, richieste dal comune di Arzachena a discapito di La Maddalena e del parco nazionale. A intervenire è il sindaco isolano Fabio Lai, che ribadisce la fondatezza storica degli attuali confini portando testimonianze cartacee: «Basta aprire i nostri archivi comunali, che custodiscono oltre 250 anni di storia, per avere a disposizione tutti gli atti che certificano in maniera chiara e inequivocabile la nostra sovranità territoriale. Come confermano i Regi decreti e Atti repubblicani di cui disponiamo. Molti dei primi riportano date di quando Arzachena non era neanche stata fondata: paradossalmente confiniamo da più anni con Tempio che con il comune smeraldino, nato solo ai primi del 900». Carta canta, insomma, tanto da spingere l’amministrazione maddalenina a pensare di tutelarsi nelle sedi opportune: «Dopo gli elementi giuridici avanzati dal presidente del consiglio comunale Rino Cudoni stiamo valutando di mettere la pratica in mano a un pool di legali – specifica il sindaco – Temiamo che, se l’elemento fondante della richiesta si basa sul fatto che in passato alcune famiglie di Arzachena sono state proprietarie di terreni su quelle isole, un domani Cudoni potrebbe comprare appezzamenti a La Maddalena e poi rivendicare l’isola madre tramite azioni diridefinizione dei confini. Una teoria che potrebbe essere presa in considerazione anche dal Governo nazionale per rivendicare la Gioconda, visto che in fondo è stata fatta da un fiorentino». Una provocazione, quest'ultima, proprio come in un primo momento è stata interpretata la richiesta arzachenese. «Inizialmente l’iniziativa intrapresa unilateralmente dal comune di Arzachena ci sembrava un gioco, un classico atto di goliardia», specifica Lai, che ora richiama a un senso di responsabilità verso tutto il territorio: «Ritengo poco produttivo rischiare di incrinare gli eccellenti rapporti istituzionali fra le nostre città per una partita a Risiko e preferirei dedicassimo il nostro tempo per fare rete, presentare progetti comuni facendo squadra – evidenzia Lai – Credo fortemente che i territori costieri, partendo dalla Costa Smeralda sino all’arcipelago di La Maddalena abbiano un potenziale trainante senza eguali e ancora non del tutto espresso. Lavoriamo per costruire qualcosa insieme, non uno contro l'altro». (c. i.)

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