Covid, impennata di casi in tre giorni il 30% in più
di Giuseppe Pulina
L’aumento è netto: da 150 a 191. E intanto monta anche la polemica sui social Il sindaco di Tempio: «Noi comunichiamo i dati ufficiali, i ritardi sono altri»
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TEMPIO. I contagi crescono e, in meno di tre giorni, si è registrato un aumento del 27%. Il totale delle positività, comunicato dal sindaco Giannetto Addis sulla base dei dati ricevuti dal Servizio di Igiene Pubblica, è così di 191 casi. Un bel balzo in avanti rispetto ai 150 ufficiali dell’ultima rilevazione. I dati sono alti, eppure c’è chi ritiene che le cifre non siano queste e che la differenza tra i numeri effettivi e quelli dichiarati non sarebbe di poco conto. È questo il sentire di molti frequentatori di quella che il sindaco chiama la “piazza virtuale” in cui puntualmente si raccolgono opinioni divergenti. «Motivo per il quale – dichiara Addis – è necessario fornire alcune precisazioni, con la speranza che ciò sia utile a dissipare il disorientamento che ho percepito in alcuni di fronte ai dati che riguardano gli aggiornamenti sull’epidemia, che potrebbero non corrispondere a quanto viene vissuto nelle case, nei rioni e nei quartieri, a scuola o sul posto di lavoro».
Ci sarebbe, quindi, una distonia tra i dati ufficiali e la percezione che molti avrebbero dell’entità della diffusione del contagio. «Sappiamo che uno screening di massa ci aiuta a mappare la popolazione infetta, compresi gli asintomatici, e che esistono diversi tipi di test per tracciare la presenza del virus. Bisogna anche considerare che tutti i test molecolari effettuati nel nord Sardegna, compresi Tempio e la Gallura, vengono analizzati solo nei laboratori dell'Aou di Sassari, dell’ospedale di Olbia e presso il Mater, che possono processare giornalmente un alto ma limitato numero di test, con comprensibile e inevitabile ritardo nella conoscenza degli esiti». Se i numeri non tornano, può quindi dipendere da questo sfasamento temporale. Senza contare, fa notare il sindaco, la nuova e più contagiosa variante Omicron e la sua più rapida diffusione tra i giovani, monitorata con screening sulla popolazione scolastica. «Ciò spiega perché - sempre secondo Addis - le segnalazioni dei casi sospetti superino le capacità di presa in carico in tempi utili da parte del Servizio di Igiene Pubblica che, oltre alle mansioni consuete, si trova a dover gestire e monitorare un’enorme quantità di dati».
Causa, questa, dei ritardi nel tracciamento e negli aggiornamenti periodici sulla curva dei contagi. «Spero che questo ci aiuti a capire perché, a volte non vi è coincidenza tra i numeri e le notizie appresi dal vicino, sentiti al bar o riferiti al telefono, che sicuramente corrono veloci, e quelli comunicati tramite la piattaforma Ras dal Servizio Ats, che sono gli unici dati ufficiali che i sindaci possono comunicare».
Ci sarebbe, quindi, una distonia tra i dati ufficiali e la percezione che molti avrebbero dell’entità della diffusione del contagio. «Sappiamo che uno screening di massa ci aiuta a mappare la popolazione infetta, compresi gli asintomatici, e che esistono diversi tipi di test per tracciare la presenza del virus. Bisogna anche considerare che tutti i test molecolari effettuati nel nord Sardegna, compresi Tempio e la Gallura, vengono analizzati solo nei laboratori dell'Aou di Sassari, dell’ospedale di Olbia e presso il Mater, che possono processare giornalmente un alto ma limitato numero di test, con comprensibile e inevitabile ritardo nella conoscenza degli esiti». Se i numeri non tornano, può quindi dipendere da questo sfasamento temporale. Senza contare, fa notare il sindaco, la nuova e più contagiosa variante Omicron e la sua più rapida diffusione tra i giovani, monitorata con screening sulla popolazione scolastica. «Ciò spiega perché - sempre secondo Addis - le segnalazioni dei casi sospetti superino le capacità di presa in carico in tempi utili da parte del Servizio di Igiene Pubblica che, oltre alle mansioni consuete, si trova a dover gestire e monitorare un’enorme quantità di dati».
Causa, questa, dei ritardi nel tracciamento e negli aggiornamenti periodici sulla curva dei contagi. «Spero che questo ci aiuti a capire perché, a volte non vi è coincidenza tra i numeri e le notizie appresi dal vicino, sentiti al bar o riferiti al telefono, che sicuramente corrono veloci, e quelli comunicati tramite la piattaforma Ras dal Servizio Ats, che sono gli unici dati ufficiali che i sindaci possono comunicare».
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