il processo
Droga dall’Albania: gli investigatori in aula
OLBIA. È proseguito ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Caterina Interlandi il processo nei confronti di una presunta banda sardo albanese accusata di acquistare e importare dall’Albania...
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OLBIA. È proseguito ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Caterina Interlandi il processo nei confronti di una presunta banda sardo albanese accusata di acquistare e importare dall’Albania e dall’Olanda cocaina ed eroina per distribuirla in Sardegna. Imputati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, il consigliere regionale Giovanni Satta, Simone Canu, di Olbia, Alexandru Dughila, romeno, Giovanni Battista Pira, di Orune, Nicola Salvatore Pinna, di Sassari e Gino Mureddu, di Olbia. Uno degli investigatori, sentito ieri come testimone, si è soffermato sulla figura di Simone Canu e sul suo rapporto con quelli che vengono considerati i capi dell’organizzazione, i fratelli Eugert e Kleton Bici, albanesi ma residenti ad Olbia (già giudicati e condannati in abbreviato, il primo a 18 anni, il secondo, a 12). Secondo le accuse della Dda – le indagini sono state condotte dai carabinieri di Olbia – Canu avrebbe collaborato attivamente nella fase organizzativa di acquisto delle partite di stupefacente, tenuto i contatti con i corrieri e messo in atto spedizioni punitive per allontanare i concorrenti del traffico illecito. In apertura di udienza è stata accertata la traduzione corretta di una parola in dialetto buddusoino pronunciata da Giovanni Satta in una intercettazione. La parola non è “fuoristrada” come riportato dal perito del tribunale, ma “graffiata” riferito a una macchina. Anche il pm della Dda Rossana Allieri ha concordato su questa traduzione. Un elemento importante per la difesa del consigliere regionale che ha sempre rigettato le accuse sostenendo che nelle intercettazioni si parlasse di auto e non di droga come sostenuto dall’accusa. Satta è difeso dagli avvocati Angelo Merlini e Marco Enrico, Simone Canu da Angelo Merlini e Donatella Corronciu. (t.s.)
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