La Nuova Sardegna

Olbia

«Gli anziani in fila per ore davanti alle Poste»

di Giuseppe Pulina
«Gli anziani in fila per ore davanti alle Poste»

Rosa Casto (Cisl) denuncia il disagio dei più deboli: scavalcati dai più giovani che usano l’app

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TEMPIO. Le nuove tecnologie strizzano l’occhio ai più giovani e rischiano di aggravare il divario generazionale. Lo pensano in tanti e le prove non mancano. Basterebbe osservare quanto accade nell’ufficio postale di Tempio (situazione sicuramente simile a quella di tanti altri centri dell’isola), dove si assiste frequentemente alla scena di anziani che attendono a lungo (sempre più a lungo, in realtà) prima di essere chiamati allo sportello operativo. Si sono procurati il numero della prenotazione in loco e messi disciplinatamente in fila, quasi sempre all’esterno dei locali per rispettare le procedure anti-contagio, e attendono, anche per ore, che giunga finalmente il loro turno.

Molti di loro non capiscono perché clienti che sono arrivati dopo, sopravanzino nella fila con apparente noncuranza, accedendo in un batter d’occhio allo sportello. Tutto merito, o colpa, se si preferisce, dell’app che consente di prenotare il servizio da casa, evitando file e attese. Il problema è che molti anziani non sanno dell’esistenza di un software miracoloso capace di azzerare i tempi di attesa ed evitare la fila. Il fatto è che anche quelli che ne sono a conoscenza spesso non sanno come scaricare l’app e come usarla.

«Comprendiamo – dichiara Rosa Casto, segretaria dei pensionati della Cisl Gallura – che la digitalizzazione sia necessaria, ma questa deve snellire la burocrazia e rendere più efficaci ed efficienti i servizi al cittadino. In questo caso, invece, non tiene conto del grande divario digitale che esiste nei nostri paesi e rende problematico l'accesso ai servizi».

Il digital divide ha le sue vittime, e tra queste gli anziani sono quelli che pagano il prezzo più salato. «È vergognoso che questa imposizione, che non lascia spazio a nessun’altra possibilità di accesso ai vari servizi, cada pesantemente sulla maggior parte degli anziani e dei meno tecnologici e anche sui più poveri, sia perché devono essere in possesso di cellulari di nuova generazione, sia perché devono utilizzare sms e mail».

Il problema sarebbe stato già sollevato all’Inps. «Come Cisl e Fnp abbiamo posto la questione della difficoltà di tantissimi all'uso delle tecnologie informatiche di cui lo Spid è la parte più difficile e complessa. Chiaramente la risposta non è stata quella che ci si aspettava e per accedere ai servizi della pubblica amministrazione ormai tutti devono averlo e usarlo. Noi tentiamo di venire incontro a chi ha più difficoltà fornendo, nelle nostre sedi, assistenza sia per la registrazione gratuita alla piattaforma che per la verifica di cedolini di pensione e altro». Un modo per andare incontro a chi ha difficoltà a evadere pratiche anche ordinarie che oggi ammettono solo procedure digitali. «E poi, vedere ogni giorno nel piazzale delle nostre poste (al freddo, al vento o sotto il sole cocente) decine e decine di anziani che aspettano di poter ritirare la pensione è un vero strazio che in tempi di pandemia mette ancora di più a rischio la salute dei più fragili».

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