Anche la Generale Conserve smonta la sua grande insegna
di Dario Budroni
Sempre più aziende protestano contro gli aumenti record imposti con il Canone unico patrimoniale Piccinnu (Pd) spiega a Nizzi come tornare indietro: «Sposta la scadenza a giugno e annulla la delibera»
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OLBIA. Reazione a catena. Le insegne adesso vengono giù l’una dopo l’altra. La scadenza di pagamento fissata per il 31 gennaio si avvicina e gli imprenditori che non vogliono farsi travolgere dalle super tariffe non ci pensano due volte: chiamano gli operai e danno l’ordine di smontare tutto. Da viale Aldo Moro fino alla zona industriale: le insegne scompaiono e la rivolta contro il Comune si allarga a macchia d’olio. Ieri, tra le tante, è stata smontata anche quella di una delle imprese più importanti in assoluto: Generale Conserve, che in città produce il tonno As do Mar. E mentre si moltiplicano gli appelli e gli inviti alla retromarcia rivolti al Comune – e al sindaco Settimo Nizzi in particolare – dalla minoranza in consiglio comunale arriva adesso la proposta di una soluzione. Rino Piccinnu, Pd, capogruppo del gruppo misto, suggerisce di spostare la scadenza di pagamento a giugno e di intervenire sul bilancio consuntivo 2021 per annullare infine la delibera di giunta che aveva innescato il maxi aumento.
La proposta. Il sindaco Settimo Nizzi ha più volte detto di non poter tornare indietro, perché gli introiti sono già previsti nel bilancio e perché i soldi serviranno per finanziare importanti servizi dedicati ai cittadini. Un super aumento delle tariffe relative agli spazi pubblici e alla pubblicità, inserite nel nuovo Canone unico patrimoniale, che era stato approvato a novembre attraverso una complessa delibera di giunta proposta dall’assessore all’Urbanistica Bastianino Monni. «È dovere della minoranza ricercare soluzioni ai tanti problemi della città – dice Rino Piccinnu –. Ci troviamo difronte ad un incremento senza eguali in Italia. Alcune azienda dovranno pagare 80-90mila euro all’anno per l’imposta sulla pubblicità, dieci volte di più dell’anno precedente. Stessa cosa vale per i passi carrabili, che in alcuni casi sono quintuplicati. Non è possibile spremere ancora un limone che non ha più neanche la buccia. Il sindaco dice che non si può fare nulla perché bisogna mantenere l’equilibrio del bilancio e perché Olbia ha bisogno di soldi per mantenere i servizi. Ma secondo me non c’è bisogno di chiedere ancora soldi a chi non ne ha più e che ha sempre pagato tutto. Bisogna invece chiedere i soldi ai morosi, a quelli che devono al Comune oltre 50 milioni di euro. Basti pensare che con l’accertamento delle imposte siamo al 2016 e mancano ancora cinque anni da accertare. Tutto perché l’ufficio Bilancio è senza personale. Da anni noi chiediamo che l’ufficio finanziario venga rinforzato, altrimenti si arriva al momento in cui mancano i soldi per fare le cose indispensabili. Quel momento ora è arrivato ed ecco la stangata del Settimo Quater». Rino Piccinnu illustra poi la sua proposta. «Il sindaco ha sottostimato l’effetto del combinato disposto dell’incremento tariffario con la nuova classificazione delle strade – spiega –. In bilancio l’effetto stimato è di circa 1 milione e più, ma in realtà si tratta di un incremento di diversi milioni di euro. Un onere che famiglie e imprenditori non si possono permettere. La soluzione è la seguente: spostare la scadenza dell’imposta al 30 giugno, compresa la possibilità per gli imprenditori entro tale data di ridimensionare gli spazi, e poi attendere l’approvazione del bilancio consuntivo 2021 con il relativo avanzo di amministrazione. Nell’avanzo c’è infatti una parte che potrà essere utilizzata per coprire la riduzione delle entrate per l’imposta patrimoniale affinché il balzello venga riportato alle aliquote precedenti. A questo punto sarà possibile deliberare l’annullamento della delibera di giunta e la riemissione da parte dell’Aspo delle nuove bollette. Infine, sulla base di una stima reale della materia imponibile, sarà possibile per i prossimi anni effettuare un incremento ragionevole dell’imposta in ragione di un 20–30 per cento in più».
I consiglieri regionali. E sul caso intervengono anche i consiglieri regionali, che criticano fortemente le super tariffe. «Trovo vergognoso, in particolare in un momento così difficile, che a Olbia l’amministrazione abbia deciso di aumentare il Canone unico patrimoniale in modo talmente esorbitante da costringere tantissime aziende a staccare le loro insegne» scrive Giuseppe Meloni (Pd) su Facebook. Roberto Li Gioi (M5s) ha invece presentato un’interrogazione al governatore Christian Solinas e all’assessore agli Enti locali Quirico Sanna. «Le tariffe sono del tutto inaccettabili e fuori luogo – dice Li Gioi –. Non è ammissibile in un periodo connotato dallo stato di emergenza. Questo provvedimento inoltre avrà inevitabilmente gravi ripercussioni su tutta la popolazione olbiese»
La proposta. Il sindaco Settimo Nizzi ha più volte detto di non poter tornare indietro, perché gli introiti sono già previsti nel bilancio e perché i soldi serviranno per finanziare importanti servizi dedicati ai cittadini. Un super aumento delle tariffe relative agli spazi pubblici e alla pubblicità, inserite nel nuovo Canone unico patrimoniale, che era stato approvato a novembre attraverso una complessa delibera di giunta proposta dall’assessore all’Urbanistica Bastianino Monni. «È dovere della minoranza ricercare soluzioni ai tanti problemi della città – dice Rino Piccinnu –. Ci troviamo difronte ad un incremento senza eguali in Italia. Alcune azienda dovranno pagare 80-90mila euro all’anno per l’imposta sulla pubblicità, dieci volte di più dell’anno precedente. Stessa cosa vale per i passi carrabili, che in alcuni casi sono quintuplicati. Non è possibile spremere ancora un limone che non ha più neanche la buccia. Il sindaco dice che non si può fare nulla perché bisogna mantenere l’equilibrio del bilancio e perché Olbia ha bisogno di soldi per mantenere i servizi. Ma secondo me non c’è bisogno di chiedere ancora soldi a chi non ne ha più e che ha sempre pagato tutto. Bisogna invece chiedere i soldi ai morosi, a quelli che devono al Comune oltre 50 milioni di euro. Basti pensare che con l’accertamento delle imposte siamo al 2016 e mancano ancora cinque anni da accertare. Tutto perché l’ufficio Bilancio è senza personale. Da anni noi chiediamo che l’ufficio finanziario venga rinforzato, altrimenti si arriva al momento in cui mancano i soldi per fare le cose indispensabili. Quel momento ora è arrivato ed ecco la stangata del Settimo Quater». Rino Piccinnu illustra poi la sua proposta. «Il sindaco ha sottostimato l’effetto del combinato disposto dell’incremento tariffario con la nuova classificazione delle strade – spiega –. In bilancio l’effetto stimato è di circa 1 milione e più, ma in realtà si tratta di un incremento di diversi milioni di euro. Un onere che famiglie e imprenditori non si possono permettere. La soluzione è la seguente: spostare la scadenza dell’imposta al 30 giugno, compresa la possibilità per gli imprenditori entro tale data di ridimensionare gli spazi, e poi attendere l’approvazione del bilancio consuntivo 2021 con il relativo avanzo di amministrazione. Nell’avanzo c’è infatti una parte che potrà essere utilizzata per coprire la riduzione delle entrate per l’imposta patrimoniale affinché il balzello venga riportato alle aliquote precedenti. A questo punto sarà possibile deliberare l’annullamento della delibera di giunta e la riemissione da parte dell’Aspo delle nuove bollette. Infine, sulla base di una stima reale della materia imponibile, sarà possibile per i prossimi anni effettuare un incremento ragionevole dell’imposta in ragione di un 20–30 per cento in più».
I consiglieri regionali. E sul caso intervengono anche i consiglieri regionali, che criticano fortemente le super tariffe. «Trovo vergognoso, in particolare in un momento così difficile, che a Olbia l’amministrazione abbia deciso di aumentare il Canone unico patrimoniale in modo talmente esorbitante da costringere tantissime aziende a staccare le loro insegne» scrive Giuseppe Meloni (Pd) su Facebook. Roberto Li Gioi (M5s) ha invece presentato un’interrogazione al governatore Christian Solinas e all’assessore agli Enti locali Quirico Sanna. «Le tariffe sono del tutto inaccettabili e fuori luogo – dice Li Gioi –. Non è ammissibile in un periodo connotato dallo stato di emergenza. Questo provvedimento inoltre avrà inevitabilmente gravi ripercussioni su tutta la popolazione olbiese»
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