Una sola classe al Solinas «Ma l’istituto va salvato»
di Claudio Inconis
Santa Teresa. Il Comune vuole impedire la chiusura della scuola professionale La sindaca Nadia Matta: «Non avremo il rimorso di non averci provato»
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SANTA TERESA GALLURA. Faremo tutto il possibile per salvare il Solinas dopo anni di disinteresse. Non vuole lasciare nulla di intentato l’amministrazione comunale teresina per salvare l’Istituto professionale per i servizi commerciali al turismo "Gian Adolfo Solinas". «Lo dobbiamo ai ragazzi, alle famiglie e al nostro territorio, non possiamo accettare passivamente che chiuda per sempre. È possibile che siano sforzi vani, lo abbiamo messo in conto, ma non avremo il rimorso di non averci provato» spiega il sindaco Nadia Matta.
Nei giorni scorsi, se n’è parlato in un incontro apposito. Il rischio chiusura è motivato dall'attuale presenza di una sola classe, una quarta, ma l'amministrazione vuole provare il tutto per tutto, a maggior ragione perché si tratta di un'offerta formativa che si integra perfettamente con le esigenze del territorio e non costringe i ragazzi a spostarsi nei paesi circostanti per studiare. «Chiudere l’Istituto – prosegue la sindaca – vorrebbe dire non garantire un importante presidio territoriale in una zona con particolari emergenze giovanili e non offrire una formazione nel settore strategico del turismo, fonte di sviluppo primario di Santa Teresa. Chiudere questa scuola significherebbe obbligare gli studenti ad affrontare enormi sacrifici per raggiungere ciò che invece dovrebbe essere agevolato, perché considerato un diritto, e significherebbe un rischio grave in relazione all’abbandono scolastico con una conseguente ricaduta negativa sotto l’aspetto culturale e sociale della comunità». Per provare a dare nuova vita all'istituto l'amministrazione intende investire e avviare dialoghi con aziende per facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro, come spiega la stessa Nadia Matta: «Parleremo con la Provincia affinché si effettui un restyling di tutti i tre piani con rinnovo dell’arredamento scolastico e i sussidi multimediali. Verrà strutturata per realizzare laboratori che simuleranno un’ impresa turistica e ciò sarà fatto con il supporto degli operatori locali». Idee chiare anche per possibili partnership: «Ci impegniamo a rendere possibile l’interazione con l’area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone, con l’utilizzo di laboratori, strumenti, investimenti, per la formazione specifica nel settore del turismo sostenibile, e con le scuole della frontaliera Corsica, creando laboratori di lingua con la possibilità di vacanze studio o studio-lavoro per gli studenti delle scuole delle due Regioni». Un ulteriore servizio che si vuole proporre è quello del convitto, richiamando ragazzi del resto dell'isola: «Chiedo a tutti di valutare l’opportunità di iscriversi in questa scuola pensando a quali potrebbero essere i vantaggi per gli studenti e per il nostro territorio».
Nei giorni scorsi, se n’è parlato in un incontro apposito. Il rischio chiusura è motivato dall'attuale presenza di una sola classe, una quarta, ma l'amministrazione vuole provare il tutto per tutto, a maggior ragione perché si tratta di un'offerta formativa che si integra perfettamente con le esigenze del territorio e non costringe i ragazzi a spostarsi nei paesi circostanti per studiare. «Chiudere l’Istituto – prosegue la sindaca – vorrebbe dire non garantire un importante presidio territoriale in una zona con particolari emergenze giovanili e non offrire una formazione nel settore strategico del turismo, fonte di sviluppo primario di Santa Teresa. Chiudere questa scuola significherebbe obbligare gli studenti ad affrontare enormi sacrifici per raggiungere ciò che invece dovrebbe essere agevolato, perché considerato un diritto, e significherebbe un rischio grave in relazione all’abbandono scolastico con una conseguente ricaduta negativa sotto l’aspetto culturale e sociale della comunità». Per provare a dare nuova vita all'istituto l'amministrazione intende investire e avviare dialoghi con aziende per facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro, come spiega la stessa Nadia Matta: «Parleremo con la Provincia affinché si effettui un restyling di tutti i tre piani con rinnovo dell’arredamento scolastico e i sussidi multimediali. Verrà strutturata per realizzare laboratori che simuleranno un’ impresa turistica e ciò sarà fatto con il supporto degli operatori locali». Idee chiare anche per possibili partnership: «Ci impegniamo a rendere possibile l’interazione con l’area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone, con l’utilizzo di laboratori, strumenti, investimenti, per la formazione specifica nel settore del turismo sostenibile, e con le scuole della frontaliera Corsica, creando laboratori di lingua con la possibilità di vacanze studio o studio-lavoro per gli studenti delle scuole delle due Regioni». Un ulteriore servizio che si vuole proporre è quello del convitto, richiamando ragazzi del resto dell'isola: «Chiedo a tutti di valutare l’opportunità di iscriversi in questa scuola pensando a quali potrebbero essere i vantaggi per gli studenti e per il nostro territorio».
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