La Nuova Sardegna

Olbia

Immobile con abusi edilizi il Tar: li abbatta il Comune

di Tiziana Simula
Immobile con abusi edilizi il Tar: li abbatta il Comune

Accolto il ricorso presentato da un cittadino contro l’ente e il vicino di casa  Gli uffici obbligati a eseguire un’ordinanza di demolizione emessa nel 2012

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OLBIA. Il Comune di Olbia dovrà demolire le opere abusive realizzate in un’abitazione a Pittulongu. Lo ha deciso il Tar Sardegna accogliendo il ricorso presentato da un privato, Pietrina Savigni, confinante col proprietario della casa che era stata ampliata in assenza di titolo edilizio e in violazione della distanza minima dal confine stabilita dal Piano di risanamento urbanistico della zona, un’area oltre tutto protetta da vincolo paesaggistico ministeriale.

Gli avvocati Giuseppe Longheu, Carlo Longheu e Anna Francesca Fazio che rappresentavano la ricorrente, hanno fatto leva sul “silenzio inadempimento” manifestato dall’amministrazione comunale che avrebbe dovuto eseguire l’ordinanza di demolizione delle opere abusive datata 2 agosto 2012 e disposta dal dirigente del Servizio controllo edilizia e prevenzione abusi del Comune di Olbia, «ma l’ordinanza è sempre rimasta ineseguita», si legge nella sentenza del Tar. E ciò nonostante i due solleciti inviati dall’interessata, il primo nel novembre 2015, il secondo, nel marzo 2020.

Il ricorso presentato da Pietrina Savigni contro il Comune e nei confronti della sua vicina di casa, Marianna Stocchino, difesa dagli avvocati Bettino Arru e Pietro Carzedda, è stato ritenuto fondato dai giudici della sezione seconda del tribunale amministrativo – presidente Marco Lensi – i quali hanno ordinato al Comune di eseguire l’ordinanza di demolizione del 2 agosto 2012 entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza. Non solo. Il Tar ha anche nominato un commissario ad acta in via sostitutiva nel caso perdurasse l’inadempienza da parte del Comune. Attraverso i suoi difensori, la ricorrente aveva sollecitato per due volte l’amministrazione a eseguire l’ordinanza. Poi, nel novembre 2020 aveva presentato ricorso al Tar chiedendo che accertasse l’illegittimità del silenzio mostrato dal Comune. Che, rappresentato dall’avvocato Enrico Cottu, si è costituito in giudizio eccependo l’inammissibilità della domanda e presentando memorie nelle quali evidenziava di avere nel frattempo acquisito l’immobile e avviato la procedura per la scelta dell’impresa a cui affidare la demolizione.

Successivamente non sono arrivate altre comunicazioni. E il 12 gennaio, al termine della camera di consiglio, la sezione seconda del Tribunale amministrativo ha pronunciato la sentenza che ha dato ragione al privato.

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