«Patentino per la moto obbligati a “emigrare”»
di Claudio Inconis
Arzachena. Tre anni fa il parcheggio davanti alla palestra è diventato fuorilegge L’autoscuola: «Gravi disagi per i ragazzi, finora vana la ricerca di soluzioni»
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ARZACHENA. Costretti a vagare per la provincia per poter prendere la patente per la guida dei motocicli. È un disagio lungo tre anni quello che raccontano Cristian e Massimo Mereu, titolari dell'autoscuola Santa Maria di Arzachena, che non potendo più effettuare le prove nel parcheggio della palestra comunale per motivi burocratici si vedono impediti a svolgere il loro lavoro. «Obbligando i nostri concittadini, tra cui anche i minorenni che vogliono prendere il patentino della moto a girovagare nei comuni limitrofi. Chiediamo si trovi una soluzione» spiegano i Mereu. Il problema dell'area, precedentemente utilizzata per oltre 15 anni, è emerso con l'entrata in vigore del Decreto ministeriale del 26 settembre del 2018, che gestisce la "nuova disciplina delle prove di valutazione per il conseguimento delle patenti A". Col nuovo regolamento il percorso nel parcheggio della palestra è diventato fuori norma. «Da quel momento – proseguono i due – le moto della nostra autoscuola prendono polvere in garage e tutti i ragazzi dai sedici anni in poi che vogliono formarsi e prendere una delle patenti A1, A2, A e B1 devono essere accompagnati in altri comuni, a volte addirittura anche fino a Sassari, per fare le guide e sostenere l’esame pratico». In un primo momento la situazione sembrava risolversi in modo rapido con l'individuazione di un'altra area in cui svolgere le esercitazioni. «Grazie alla disponibilità del sindaco, si era trovata un’area standard all’ingresso di Arzachena e il problema sembrava potesse risolversi in tempi rapidi – ricordano – Ma per problemi burocratici quell’ipotesi è tramontata. Abbiamo partecipato anche al bando per l’assegnazione dei lotti all’interno del Piano insediamenti produttivi in località Naseddu, ma anche in questo caso non è stato ancora reso noto il risultato e tutt'oggi siamo alla ricerca di un terreno che consenta alla nostra autoscuola di adeguarsi alla normativa e dare la possibilità ai ragazzi di Arzachena di conseguire i patentini». A peggiorare ulteriormente la situazione l'irrompere del problema Covid: «Con la pandemia e il distanziamento forzato è più difficile ottimizzare gli spostamenti e l’onere ricade spesso sulle famiglie, aumentando il dispendio economico, oltre che di tempo e di energie». Un vicolo cieco da cui si spera di venir fuori il prima possibile: «Siamo consapevoli che non è semplice individuare un’area che abbia le caratteristiche richieste dal decreto ma, com'è avvenuto in tutti i comuni del resto d’Italia, crediamo che Arzachena e i suoi cittadini meritino di tornare a usufruire di servizi e di formazione degni di una città che si ritiene proiettata nel futuro».
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